I nuovi mercati che trascinano la crescita dei consumi di birra

Con i consumatori storici in calo, il consumo globale di birra è in leggera crescita grazie a nuovi mercati emergenti.

I nuovi mercati che trascinano la crescita dei consumi di birra

A guardare ai dati sconfortanti sui consumi di nazioni storicamente vocati al consumo di birra, e all’infinita sequela di report sul disamoramento delle nuove generazioni verso l’alcool sarebbe facile tratteggiare un panorama disastroso, ma a livello globale sembra esserci un timida ripresa per i numeri di pils, pale ale, ipa e compagnia.

A fornirli è una fonte decisamente autorevole come Kirin Holdings, gruppo titolare della birra Kirin Ichiban (e di un’altra ventina di marchi dalle bevande analcoliche alla farmaceutica), che nel suo ultimo rapporto ci regala una panoramica davvero interessante su quello che è successo nel 2024: il consumo mondiale è salito dello 0,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 194,12 milioni di kilolitri.

I fattori di crescita

birra

Se paesi storicamente legati alla cultura birraria o a grandi bevute come Germania o Australia stanno vivendo un calo epocale dei consumi, la spinta arriva dai mercati emergenti: con l’India che registra una crescita in doppia cifra (+14,6%), seguita da Russia (+9,0%) e Thailandia (5,8%), ma anche altri paesi come il Messico, l’Etiopia e il Sud Africa hanno dato un contributo importante alla risalita.

Se guardiamo alla classifica per nazioni, la Cina è ancora la regina indiscussa nonostante un calo del 3,7%, mentre gli Stati Uniti restano stabili al secondo posto, seguiti dal Brasile. Una dichiarazione di Kirin sottolinea proprio questo dominio: “La Cina si è classificata al primo posto per il 22° anno consecutivo da quando ha guidato la classifica per la prima volta nel 2003, e ha rafforzato il ruolo complessivo dell’Asia come principale regione di consumo di birra al mondo per il 17° anno consecutivo”. L’Asia, infatti, copre da sola il 32,6% del mercato mondiale.

Cosa sta succedendo alla birra in Germania? Cosa sta succedendo alla birra in Germania?

C’è però una distinzione curiosa da fare tra quanto si beve in totale in un paese e quanto beve ogni singolo cittadino. Se parliamo di consumo pro capite, la Repubblica Ceca appare imbattibile: è prima da ben 32 anni e nel 2024 ha registrato una media di 148,8 litri a persona. Per darvi un termine di paragone, il secondo posto della Lituania si ferma a 110,6 litri. In questa classifica l’India è quasi in fondo, al 102° posto, con appena 2,4 litri a testa.

Gli esperti di Kirin fanno notare un paradosso interessante: “L’India ha mostrato la crescita più elevata nel consumo di birra, ma il suo consumo pro capite è ancora basso. In termini di volume peròl l’India ha bevuto 3,44 milioni di litri di birra in totale, quasi il doppio rispetto ai 1,56 milioni di litri della Repubblica Ceca”. Appare evidente che, con una popolazione così vasta, basta poco per muovere volumi enormi, e il mercato indiano sembra avere un potenziale incredibile, specialmente per le birre forti con gradazione superiore al 5%.

La birra analcolica è più credibile del dealcolato, ed è un grande assist per i birrifici artigianali italiani La birra analcolica è più credibile del dealcolato, ed è un grande assist per i birrifici artigianali italiani

In tutto questo, l’Italia si difende discretamente: siamo al 16° posto nella classifica per consumo totale, con una leggera crescita dello 0,9% rispetto all’anno scorso. Il Giappone invece continua a scendere, piazzandosi all’11° posto per volumi e addirittura al 56° per consumo pro capite.

Cosa ci riserva il futuro? Pare che la tecnologia giocherà un ruolo chiave. Kirin sta collaborando con colossi come Hitachi per usare l’intelligenza artificiale e capire meglio cosa spinge le persone a scegliere una birra piuttosto che un’altra. L’azienda ha dichiarato: “Le scelte di bevande dei consumatori e i comportamenti nel bere sono modellati da interazioni complesse tra una varietà di fattori, tra cui gusto, aroma, ingredienti, confezionamento e ambienti di vita – stiamo cercando di integrare scientificamente questi fattori nel far progredire lo sviluppo dei nostri prodotti”. Non si tratterà più solo di fermentazione, malto e luppolo quindi, ma di vera e propria scienza dei dati applicata al piacere di un buona pinta.