di Nunzia Clemente 16 Gennaio 2016

Ci sono coppie che nessuno dovrebbe dividere mai. Neanche provarci. Il cacio con le pere, Albano e Romina, Totti e la Roma, i pop corn al cinema.

Invece arriva il giustiziere delle sale, il dj e conduttore radiofonico inglese Micheal Shotton, classe 1977, che a suon di petizioni vuol fare il paladino del film a zero-calorie.

Tutto ciò rischiando l’impopolarità, brutta bestia nel suo mestiere. Ma nemmeno il pensiero di esporsi al pubblico ludibrio planetario lo ha dissuaso dal proporre una petizione per vietare i pop corn al cinema.

Perché dunque? Per quale ragione prendersela con gli innocui, scoppiettanti chicchi di mais, proprio adesso che la mania di impreziosire un alimento, a costo di privarlo della buona e “sana” dose di schiettezza, ha fatto nascere i pop corn da gourmet (al jamon de Espana, al wasabi, al cioccolato bianco, al cocco e caramello, ai frutti di bosco e al latte macchiato)?

Ebbene, il primo motivo per cui il crociato/dj vuole rompere il sodalizio che dura pressappoco dai fratelli Lumière è l’inquinamento acustico.

Nella petizione Shotton la mette su questo piano: molti di voi sanno cosa significa un film rovinato a causa dei rumori. […] Il pop-corn è lo spuntino meno adatto al cinema. […] e poi i pop corn puzzano.

Ma come, nessun moralismo nutrizionale? Nessun senso di colpa da instillare nei genitori poco responsabili che lasciano affogare i figli dentro barattoli di pop corn più grandi di loro?

Sembra di no, sembra invece che il trauma acustico risalga al lontano 1990, durante la visione di Robin Hood, il principe dei ladri. 

Il giovane Shotton, tra lo scoccare di una freccia e l’altra nella foresta di Sherwood, ha iniziato a covare un forte risentimento nei confronti del crunch crunch e dell’olezzo, per lui poco piacevole, dei pop corn.

Ma è stata la sofferenza patita durante Star Wars: Episodio VII a convincerlo che il momento solenne della petizione era arrivato.

“Il rumore di qualcosa mi ha sempre disturbato, sin da quando ero bambino” spiega lui “Sono quel tipo di persona che se sente qualcosa, si concentra completamente.”

Ora, le petizioni sono una faccenda seria nel Regno Unito.

Gli inglesi non prendono certe cose sotto gamba, anche se si tratta di pop corn: una petizione, qualora raggiunga le 10.000 firme, può essere discussa innanzi alla Camera dei Comuni.

Sarà per questo che gli indiavolati fan dei pop corn al cinema, effetto crunch compreso, hanno subito risposto con un’iniziativa contraria: vietiamo la petizione che vuole vietare i pop corn al cinema.

Alla fine si è trovato un accordo: la petizione con più firme entro l’11 gennaio si sarebbe ritirata dalla gara.

Scoccata l’ora fatidica la fazione pro-popcorn è risultata quella con più firme.

Ma Shotten, come un Bersani qualunque, ha dichiarato fiero sul suo profilo Facebook nonostante la sconfitta che mai petizione fu più vittoriosa. 

[Crediti | Link: Vice, Dissapore]