I prezzi del caffè si abbassano, ma la tazzina non è destinata a scendere

Le previsioni dei raccolti fanno calare i prezzi della materia prima, ma i fattori che influiscono sul costo finale della tazzina sono molti.

I prezzi del caffè si abbassano, ma la tazzina non è destinata a scendere

Nel 2025 il caffè aveva raggiunto picchi storici di prezzo, a causa delle difficoltà climatiche che avevano colpito i principali produttori mondiali, Brasile e Vietnam, portando a raccolti ridotti e costi record, ma ora sembrano esserci buone nuove all’orizzonte: il fisiologico calo dei prezzi sembra culminerà in un vero e proprio e crollo nei prossimi mesi, ciononostante la notizia potrebbe non essere totalmente positiva per il mercato globale della seconda bevanda più amata del mondo.

Cosa è cambiato nel mercato del caffè

caffè piantagione

Il fattore determinante di questo cambiamento è l’offerta: le previsioni per il raccolto brasiliano 2026-2027 indicano infatti un aumento del 17,1% su base annua, grazie a condizioni meteorologiche favorevoli e piogge regolari, e anche le prospettive di produzione del Vietnam sono migliorate, segnando il passaggio da anni di deficit produttivo a un significativo surplus globale. Si stima che i prezzi possano scendere fino a circa 2 dollari per libbra, una riduzione drastica rispetto al massimo storico di 4,40 dollari registrato nel febbraio 2025.

Questa volatilità ha rappresentato una sfida difficile anche per colossi del settore come JDE Peet’s, Keurig Dr Pepper e Nestlé. Keurig Dr Pepper ha registrato una crescita minima delle vendite di caffè nel 2025, pari allo 0,6%, a causa dell’impatto dei prezzi elevati e dei dazi, mentre Nestlé ha rilevato una contrazione dei margini lordi, particolarmente accentuata nella seconda metà del 2025.

Per quanti anni potremmo ancora permetterci una tazza di caffè prima che diventi troppo caro? Per quanti anni potremmo ancora permetterci una tazza di caffè prima che diventi troppo caro?

Philipp Navratil, CEO di Nestlé, ha evidenziato come i consumatori stiano affrontando le sfide legate al costo della vita e non rimangano necessariamente fedeli alla categoria se i prezzi diventano troppo alti. Per rispondere a questa dinamica, l’azienda punta su un portafoglio diversificato: lo stesso Navratil ha dichiarato a BeverageDaily che “C’è chiaramente un consumatore che preferisce la qualità e passa a prodotti di fascia superiore, e lo vediamo soprattutto in Nespresso, che è un buon esempio, ma c’è ovviamente il consumatore, e sempre più di questi consumatori, che ha un budget limitato e cerca sempre di più il valore”.

Nonostante il calo dei prezzi all’ingrosso, i consumatori non vedono ancora un risparmio immediato sulla loro tazzina di caffè quotidiana: ci vorranno circa nove mesi affinché la riduzione dei costi si trasmetta lungo tutta la catena di approvvigionamento fino al prezzo finale al dettaglio. Non solo, a gettare ulteriore incertezza c’è pure il conflitto in Iran, e anche se la produzione di caffè è geograficamente distante dalla zona di crisi, gli effetti indiretti potrebbero essere rilevanti.

Per alzare il prezzo del caffè ci vuole coraggio, e un buon prodotto da servire Per alzare il prezzo del caffè ci vuole coraggio, e un buon prodotto da servire

Stephen Butler, CCO del previsore dei prezzi delle materie prime ChAI, ha spiegato: “Gran parte del motivo per cui i prezzi del caffè sono scesi dalla scorsa estate sono i raccolti di caffè più abbondanti previsti in Sud America e Vietnam, e quel tema macroeconomico difficilmente sarà influenzato dalla situazione nel Golfo, ma il conflitto in Iran potrebbe avere un impatto a breve termine sulle forniture asiatiche, sia da una prospettiva logistica a causa dell’aumento dei costi di spedizione e di trasporto e dei tempi di viaggio più lunghi, sia per i costi del carburante potenzialmente più alti per i coltivatori di caffè asiatici”.

L’ultima tegola per il settore potrebbe essere l’adeguamento al Regolamento dell’Unione Europea sui prodotti a deforestazione zero (EUDR), che impone nuove conformità a produttori e marchi nel settore del caffè solubile. Anche le politiche dell’amministrazione Trump hanno influenzato il mercato, con dazi inizialmente introdotti su Brasile e Colombia prima che il caffè ottenesse un’esenzione.