Norbert Niederkofler, dicono voci piuttosto insistenti, sarebbe pronto a dare a breve l’addio a Horto, la sua stella Michelin in quel di Milano. Al momento non arrivano conferme, ma le nostre fonti ci indicano la notizia come certa, e noi ve le riportiamo con il beneficio del dubbio: il ristorante milanese con vista sulla città, tutto improntato sulla sostenibilità, sarebbe pronto a un importante cambiamento. Via lo chef che ha portato in altissimo (non solo in termini di quota) la cucina di montagna, e un incredibile nome pronto a sostituirlo. Prima di dirvi qual è (almeno, quale si dice che sia), ripercorriamo un attimo la storia del progetto di Horto.
Horto, la stella Michelin di Niederkofler a Milano
Horto è un ristorante gastronomico aperto a Milano in piazza Cordusio nel 2022, all’interno del progetto di riqualificazione The Medelan, un complesso immobiliare che comprende uffici, spazi commerciali e ristoranti appunto, nato dalla riqualificazione degli edifici storici che ospitavano il quartier generale del Credito Italiano e i Magazzini Contratti. Il ristorante si trova all’ultimo piano, ed è noto per avere una splendida terrazza vista Duomo.
Il progetto era nato dalla collaborazione tra Horto S.r.l. e Mo-Food, la società dello chef altoatesino Norbert Niederkofler e del suo socio Paolo Ferretti, che si occupava anche della selezione dei produttori e dell’approvvigionamento della cucina.
La filosofia del ristorante è intrisa di quella di Niederkofler, infatti si ispirava al percorso Cook the Mountain dello chef altoatesino, che, nel locale milanese, si traduceva nell’applicazione del concetto di Ora Etica: gli ingredienti provengono da produttori situati indicativamente entro un’ora di distanza da Milano. La maggior parte dei prodotti trasformati nella cucina del ristorante sono vegetali e pesce d’acqua dolce, e le portate puntavano a utilizzare tutto, senza realizzare scarti.
Nella cucina del ristorante c’è Alessandro Pinton, che ha preso la guida operativa nel gennaio 2025, dopo aver lavorato al Luogo di Aimo e Nadia, alle Calandre di Massimiliano Alajmo e all’Atelier Moessmer di Niederkofler, di cui ha sposato la filosofia di cucina. Il ristorante ha conquistato una stella Michelin e anche la stella verde, dedicata alle cucine che più si danno da fare per essere a impatto zero. Prima di Alessandro Pinton, la cucina di Horto era affidata ad Alberto Toè che aveva lavorato per anni nella nella brigata del St. Hubertus, il ristorante di Niederkofler con tre stelle Michelin.
Chi arriverà alla guida di Horto?
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Ora, da alcune indiscrezioni piuttosto clamorose, pare che Niederkofler abbia abbandonato il progetto, che tuttavia continuerà, perché pronto alla sostituzione ci sarebbe addirittura Mauro Colagreco, l’altro chef che ha fatto della sostenibilità un aspetto importante, quasi intransigente, della sua filosofia in cucina. Un nome importantissimo per un progetto che nasce come ambizioso, e che evidentemente ambizioso vuole rimanere.
Colagreco, celebre chef del ristorante Mirazur di Mentone, anche lui insignito di tre stelle Michelin, da diversi anni ormai ha scelto la via della biodinamica, applicando i principi del calendario biodinamico ai suoi menu degustazione, ispirati ai cicli della natura e alle fasi lunari. Nello star system della cucina internazionale legata al rispetto per la natura e per i suoi ritmi non ci sono altri nomi più importanti di questi due.
Resta da capire come si svolgerà l’avvicendamento e cosa succederà al menu di Horto, ma quello lo sapremo tra qualche settimana.

