Il più grande produttore di snack del Giappone, Calbee, ha dichiarato in un comunicato del 12 maggio che entro la fine di maggio 14 dei suoi prodotti passeranno a un branding monocromatico a causa della carenza di ingredienti per gli inchiostri provocata dal blocco dello stretto di Hormuz. In particolare la decisione di adottare il bianco e nero è stata imposta dall’interruzione delle forniture di nafta, un ingrediente degli inchiostri derivato dal petrolio.
Nel comunicato si legge: “Un totale di 14 varianti di prodotto delle linee Potato Chips, Kappa Ebisen e Frugra sarà interessato dal cambiamento. Le confezioni di questi prodotti saranno limitate a due soli colori di inchiostro. La modifica riguarda soltanto un numero limitato di prodotti e non influirà sulla qualità degli alimenti”.
Inoltre per luglio era previsto il lancio di un nuovo gusto sour cream, che al momento è stato rinviato.
All’inizio di questo mese anche Itoham Yonekyu — un produttore giapponese di cibi precotti — ha dichiarato di voler ridurre il numero di colori utilizzati nelle confezioni dei propri prodotti per tagliare i costi.
Un portavoce del governo giapponese, Kei Sato, ha dichiarato – in un intervento trasmesso come bollettino d’emergenza da alcune reti televisive – che a maggio le importazioni da paesi esterni al Medio Oriente sono triplicate rispetto ai livelli precedenti allo scoppio della guerra con l’Iran. Ha anche rassicurato sul fatto che la raffinazione della nafta si sta facendo “in casa” sulla base del nuovo greggio importato e che quindi il paese non resterà senza.
Dietro alla mossa di Calbee può esserci una strategia di marketing?

Calbee è una delle aziende alimentari più iconiche del Giappone nel settore degli snack. Fondata a Hiroshima nel 1949, mentre la città si stava ancora riprendendo dal bombardamento atomico, è cresciuta fino a diventare un colosso internazionale con prodotti distribuiti in Asia, Europa e Stati Uniti. Nel 2025 ha registrato vendite per oltre 322 miliardi di yen (circa 1,75 miliardi di euro).
I suoi prodotti di punta sono soprattutto le patatine “Jagabee”, le celebri “Jagarico” — snack in stick venduti in confezioni coloratissime — e le classiche potato chips Calbee, molto popolari in Giappone per i gusti alghe, wasabi o salsa di soia.
Uno degli aspetti più importanti del marketing di Calbee è proprio il design visivo. L’azienda investe moltissimo nei colori vivaci delle confezioni, che ovviamente hanno un ruolo fondamentale nel rendere immediatamente riconoscibili i prodotti sugli scaffali dei supermercati. Ogni gusto ha una palette cromatica specifica e molto studiata: rosso per i sapori più intensi, verde per alghe o wasabi, giallo per le varianti classiche. Il colore non è quindi solo decorazione, ma parte dell’identità del brand e dell’esperienza di acquisto.
La verità di solito sta nel mezzo. Da un lato probabilmente il Giappone è in difficoltà abbastanza più serie di quelle a cui fanno cenno i rappresentanti del governo a reti unificate, visto che si tratta di un Paese che dipende fortemente dal petrolio mediorientale; tuttavia è anche vero che il paese ha grandi possibilità di stockaggio, e dovrebbe resistere a lungo anche in deficit di approvvigionamento. Dall’altro, la Calbee, forse un po’ ci prova ad approfittare della situazione, se stampare a colori costa troppo bisogna cercare un’altra strategia di marketing. Peccato che il giorno dopo l’annuncio le sua azioni siano scese in borsa dell’1%.

