Pare ci sia una nuova idea che si sta affacciando nel mondo del benessere americano: quella per cui le verdure e la frutta surgelate possono essere meglio di quelle fresche. A sostenerlo sono diversi nutrizionisti e, tra questi, il celebre Harley Pasternak – nutrizionista e personal trainer di origine canadese ma residente a Los Angeles, autore di bestseller sulle diete senza carboidrati – che ci ha fatto un reel su Instagram, ripreso da Food&Wine.
In oltre trent’anni di carriera, Pasternak ha seguito alcune delle più note celebrità di Hollywood, tra cui Rihanna, Lady Gaga, Ariana Grande, Kim Kardashian, Halle Berry e Gwyneth Paltrow. Il suo approccio è comune a gran parte del mondo della nutrizione salutare di oggi e punta su cibi vegetali poco processati, molte proteine, pochissimi carboidrati, niente zucchero e attività fisica quotidiana.
Peccato che nella sua timeline di Instagram si trovi anche il video in cui spiega come l’agricoltura biologica sia sostanzialmente inutile e non meno dannosa per il corpo umano di quella intensiva, contraddicendo una buona dose di studi scientifici al riguardo.
In sostanza, il suo punto è che quando si comprano i mirtilli freschi al supermercato si spendono tanti soldi e non si ha la minima idea di quando siano stati raccolti, mentre se si acquistano surgelati spesso sono stati raccolti e surgelati nell’arco di poche ore. Di conseguenza, i micronutrienti sono ancora ben presenti, spesso in misura maggiore rispetto a frutta e verdura rimaste per molti giorni sugli scaffali del supermercato.
Dato che spesso andiamo al traino di queste mode gastronomiche nate negli States, forse è meglio mettere i puntini sulle “i”.
Perché non dovremmo essere così buonisti con i surgelati
Innanzitutto per una questione ambientale: i surgelati, per quanto comodi e in certi casi anche economici, sono un bel dispendio di energia. Surgelarli, mantenerli surgelati e trasportarli sono tutte attività energivore.
La questione dei micronutrienti è molto controversa e anche il nostro Pasternak è costretto ad ammettere che, comprando i mirtilli freschi da un produttore locale, quei mirtilli sono migliori di quelli surgelati. La letteratura scientifica, però, concorda sul fatto che il surgelamento può determinare una perdita di alcuni micronutrienti, in particolare delle vitamine idrosolubili come la vitamina C e i folati. Ci sono anche studi che dimostrano un cambiamento della struttura cellulare, da cui dipende il fatto che quasi sempre i vegetali, una volta scongelati, hanno una consistenza molto diversa da quella del prodotto fresco.
Inoltre, le operazioni di taglio e di sbollentatura (che non avviene per tutti i vegetali, ma per molte verdure sì, in modo da limitarne la carica batterica) sono dannose per molti micronutrienti.
Infine, può accadere che le verdure surgelate siano addizionate con sostanze come l’acido ascorbico (vitamina C) e l’acido citrico, entrambi utilizzati per migliorarne il colore. Niente di male, ma invece che mangiare semplici ortaggi, dovremmo essere consapevoli di mangiare ortaggi e vitamine di sintesi.
In Italia esiste ancora un’istituzione da preservare, che sta sparendo quasi ovunque: il fruttivendolo. Più caro del supermercato, ma con prodotti migliori e, soprattutto, più freschi. Se ci è impossibile trovare un coltivatore diretto da cui acquistare, sostenere il fruttivendolo del proprio quartiere è una scelta salutare e anche migliore per l’ambiente.