Iginio Massari e i giovani che non hanno voglia di lavorare: ha ragione lui?

Massari non trova giovani lavoratori, eppure la giornalista Matteini ha dimostrato che la sua azienda non sa fare un politica di annunci attraenti.

Iginio Massari e i giovani che non hanno voglia di lavorare: ha ragione lui?

Parliamo innanzi tutto dei fatti. In un’intervista al Corriere della Sera, pubblicata il 12 luglio, Iginio Massari dice: «Dopo il Covid non si trova personale. Mi sembra che i genitori abbiano deciso che sino a 30 anni i figli non debbano avere responsabilità e quindi non lavorare. Non ho problemi a dire che se in laboratorio riesco sempre a cavarmela, nel negozio si fa fatica a trovare persone di servizio. Ovviamente ci sono ragazzi in gamba, quelli che sono stati educati bene dalla scuola, ma soprattutto dalla famiglia.»

Sembra il solito refrain dei giovani che non hanno voglia di lavorare. Lo abbiamo sentito da parecchi anni: era il 2007, quando l’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa coniò il celebre termine bamboccioni. Ora, facendo bene i conti, quei bamboccioni hanno ormai tra i quaranta e i cinquant’anni e probabilmente si sono fatti una carriera.

Dunque smontare questa narrazione è fin troppo semplice. Anche se qui c’è un quid un po’ paternalistico, quello della famiglia, che si sa – cara la mia signora – è fondamentale molto più della scuola, del contesto in cui si cresce e così via. Altra cosa su cui varrebbe la pena fare del sano fact-checking, ma che in questa sede si può solamente commentare ponendo una domanda: ma non è che la famiglia conta solo perché, se è ricca, ti dà accesso a molte più cose e magari papà e mamma, ben introdotti, ti danno una gran bella mano?

Comunque la famiglia a cui si riferisce Massari è quella che mette i ragazzi sotto una campana di vetro e non vuole che facciano fatica oppure, a legger meglio, che non vuole che si facciano la gavetta come la intende chi qualche anno ce l’ha: una lunga serie di anni in cui non solo si è sottopagati, ma si è sottoposti a nonnismo.

Che questa sia la strada giusta per diventare dei professionisti resta ancora da dimostrare. Quello che è sicuro è che le nuove generazioni hanno qualche dubbio in più al riguardo e, forse, dovremmo ringraziarle se un giorno in questo Paese si arriverà al lavoro con un contratto di inserimento serio e non precario, turni di lavoro chiari e una paga altrettanto chiara. Condizioni che, senza fare troppo gli esterofili, si ritrovano più facilmente nel mercato estero, verso cui molti giovani sono emigrati, soprattutto dopo gli anni del Covid.

L’analisi della giornalista Charlotte Matteini

Charlotte Matteini, la giornalista che da anni si occupa di lavoro, sfruttamento, diritti dei lavoratori e fact-checking, ha fatto una cosa molto intelligente nella sua newsletter, uscita il 13 luglio, il giorno successivo all’intervista di Iginio Massari. Ha fatto un’analisi degli annunci che l’azienda di Massari ha online, riscontrando una certa dose di trascuratezza. Ve li riassumiamo.

In primis, il sito internet dell’azienda, pur avendo la pagina “Lavora con noi”, non riporta nessuno degli annunci attualmente online. La pagina LinkedIn, che conta oltre 6.300 follower, non ha nessun post. Gli annunci si trovano invece sulle varie piattaforme di recruitment e hanno anche loro qualche fumosità.

In particolare, la Matteini si sofferma sulle RAL (Reddito Annuale Lordo), che, sebbene dichiarate come prescrive la legge, non chiariscono immediatamente quale sia il pagamento per il part-time e quale per il full-time, e nemmeno che tipo di impegno orario richieda il lavoro. Inoltre, e questo è un grande classico degli annunci, si richiede esperienza ma si propone una paga base.

Infine c’è l’aspetto delle recensioni dell’azienda online, lasciate per lo più da ex dipendenti. Le recensioni sono sempre abbastanza negative: il punteggio dell’azienda su Glassdoor si situa intorno al 2, in una scala da 0 a 5, ed è quindi abbastanza basso. Le accuse che vengono mosse sono: scarsa chiarezza degli orari di lavoro, difficile conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, contratti full-time negati, manager incapaci di seguire i lavoratori. Tutti sappiamo che le recensioni possono essere false e, soprattutto, quando sono negative, possono essere il frutto di un eccesso d’ira passeggero e quindi non essere oggettive. Tuttavia sappiamo anche tutti che una recensione negativa online influenza la nostra percezione, che lo vogliamo o no.

Massari non l’ha sempre pensata allo stesso modo sui giovani

iginio massari masterchef italia

La Matteini svolge un altro lavoro di inchiesta circa le dichiarazioni di Massari e il lavoro giovanile, trovando alcune sostanziali contraddizioni in interviste rilasciate a vari periodici a partire dal 2022, cioè dal periodo post Covid di cui parla nelle sue dichiarazioni al Corriere della Sera.

A novembre 2022, su Lecco Notizie, durante un evento di Confartigianato, dice sostanzialmente che i giovani di oggi sono meglio di quelli di ieri.

A luglio 2022, in un’intervista al Sole 24 Ore, afferma che poche figure sono in grado di guidare le nuove leve; tuttavia nei suoi negozi e nella sua azienda dice di poter contare su giovani bravi e competenti, anche se il livello è più basso di un tempo.

Infine, nel 2023, a Marie Claire, dice che i giovani non è che non vogliono lavorare, ma non vengono formati da chi dovrebbe far loro da mentore.

Dunque non ha sempre pensato ai giovani come bamboccioni e, forse, quella dichiarazione al Corriere sarebbe da rileggere in un altro senso, che ce lo fa sembrare addirittura più simpatico, nonostante tutti i suoi limiti.

Iginio Massari ha lanciato una linea beauty al profumo di panettone Iginio Massari ha lanciato una linea beauty al profumo di panettone

Il punto della dichiarazione, l’unico che collima con le altre senza metterle in contraddizione, è chi guida i giovani. Nella dichiarazione al Corriere sono le famiglie iperprotettive; nelle dichiarazioni precedenti è un sistema manageriale che non è in grado di tramandare il sapere, cioè di farsi mentore. Così, se proprio vogliamo dirla tutta, la dichiarazione di Massari sembra un’accusa alla sua generazione, o tutt’al più a quella della sua progenie, non il solito attacco ai ragazzi.

E, in quanto tale, questa volta non possiamo che sottoscrivere.

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