Iginio Massari premiato al Vinitaly come ambasciatore della cucina lombarda

Al padiglione Lombardia medaglie per 3 figure dell'enogastronomia importanti per il "turismo esperienziale", almeno così dice Deabora Massari, assessore della Regione Lombardia e figlia di uno dei premiati.

Iginio Massari premiato al Vinitaly come ambasciatore della cucina lombarda

Al Vinitaly il padiglione Lombardia è uno dei centri nevralgici della manifestazione. Il Veneto, dove io vivo, ha sempre voluto essere una provincia di Milano. Il 13 aprile scorso, però, è successa una cosa abbastanza interessante.

C’erano il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, quello del Turismo Gianmarco Mazzi e gli assessori della regione Lombardia Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Debora Massari (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Francesca Caruso (Cultura). Quest’ultima ha dichiarato, con una certa emozione, che è la prima volta che l’assessorato alla Cultura viene invitato a una manifestazione dedicata al vino e c’è da capirla: in questi tempi grami per la cultura, ogni attestazione di interesse va accolta con spavalderia.

Tutto questo parterre politico era lì per premiare tre figure come “ambasciatori della cucina lombarda”, che “rappresentano la capacità della Lombardia di trasformare tradizione, competenze e saper fare in modelli di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, contribuendo a rafforzare il posizionamento del territorio come riferimento per qualità e innovazione”.

Chi sono gli ambasciatori della cucina lombarda

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Ecco i premiati: Bruna Gritti Cerea, Maurizio Zanella e Iginio Massari.

Nel comunicato stampa rilasciato da Regione Lombardia non si fa cenno a chi sia stato l’ideatore del premio e a come siano stati scelti i premiati, anche se — e a ragione — ci si dilunga sulle spiegazioni di come queste tre figure siano importanti per l’enogastronomia lombarda e italiana. Per i meno attenti, stiamo parlando della moglie di Vittorio Cerea, che ha preso la direzione del ristorante Da Vittorio a Brusaporto, tre stelle Michelin, dopo la morte del marito e chef; del fondatore di Ca’ del Bosco, celeberrima maison di Franciacorta; e del papà dell’assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda, che, anche se il talento di Iginio e la sua risonanza nazionale sono cosa nota, un po’ stona, dobbiamo dirlo. Interessante anche il fatto che nessuno dei premiati abbia Milano come quartier generale; forse per non far sentire gli esclusi troppo esclusi?

Debora Massari ha anche commentato che l’enogastronomia rappresenta “il traino per promuovere un turismo esperienziale”, cioè quel turismo in cui non solo si vedono delle cose ma si provano a fare: degustare vini in cantina o fare il corso di cucina dell’ossobuco, giusto per rimanere nella realtà lombarda. C’è da dire che, se questa frase ha una verità in sé, il turismo esperienziale di cui parla Massari si lega, per sua stessa dichiarazione, ai consorzi e alle strade del vino.

Non possiamo non chiudere con la dichiarazione del ministro Lollobrigida: i suoi sono sempre capolavori formali. Ha sottolineato come la Lombardia possieda “una filiera che mette in condizione di creare valore aggiunto e di poter pagare bene il valore intrinseco, garantito dal prodotto agricolo e di trasformazione”.

Chiaro, no?