Il bacio Perugina è un apostrofo rosa… anzi no, è proprio rosa

Se il Bacio è un apostrofo rosa fra le parole t’amo”, come sappiamo dagli amati cartigli dei famosi cioccolatini Perugina (meno amati perché potrebbero essere più buoni)”, i Baci rosa ora sono una realtà, ci informa Umbria 24.

Anche se solo per un’edizione limitata che nella fabbrica di San Sisto, Perugia, producono con fave di cacao Ruby, messo a punto dai tecnici cioccolatieri di Barry Callebaut, storica maison di cioccolato svizzero, nel settembre 2017.

[Ruby: il nuovo tipo di cioccolato inventato dagli scienziati svizzeri]

La ricetta dei cioccolatini inventati quasi un secolo fa dall’imprenditrice Luisa Spagnoli –ripieno di gianduia e nocciola al centro– si aggiorna al millenial pink oggi di moda, ma la buona notizia è che non deve la tonalità rosata ad astruse alchimie o ad aggiunte di coloranti artificiali, ma è un prodotto completamente naturale, la cui colorazione è dovuta al particolare tipo di fava di cacao, ovvero la “Ruby cocoa bean”.

Sapore fruttato, aroma delicato, il cioccolato rosa è la prima grande innovazione nella lavorazione del cacao da 80 anni a questa parte, da quando Nestlè lanciò sul mercato il cioccolato bianco.

Chi volesse approfittare della Limited Edition Baci Perugina, sappia che è disponibile nella confezione Bijou da 150 grammi e nel classico tubo da 3 pezzo.

[Crediti | Umbria 24]

Anna Silveri

7 settembre 2018

commenti (4)

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  1. Riccardo ha detto:

    Dov’è Orval che dice che fa tutto schifo? Mi sto preoccupando, starà bene?

    1. Sticazzi ha detto:

      Ahahah anch’io sono venuta qui in cerca di un suo commento!
      Dai, spintarella: adoro il cioccolato bianco e non vedo l’ora di assaggiare questo cioccolato rosa 🙂

    2. Dan ha detto:

      Sta bene, sta bene…
      E’ negli altri post a fare il Don Chisciotte dei poveracci nella sua crociata contro Starbuck.

  2. Valeria O. ha detto:

    Li ho mangiati. E niente, il cioccolato bianco* mi piace di più. Purtroppo il decantato sapore fruttato è piatto e superficiale, più un suggerimento sinestetico. Forse un cioccolatino con un ripieno così ingombrante non era il massimo da abbinare al Ruby chocolate. Aspetto di riprovarlo in purezza quando sarà finito il battage pubblicitario.

    *E compatisco molto i wannabe gastrofighetti-salutisti che “ma non è vero cioccolato, è una porcheria industriale piena di zucchero!”
    Se hanno il palato così asfaltato da non sentire che cosa si può tirare fuori dal burro di cacao, sghignazzo a pensare quale me*da gli puoi rifilare per olio d’oliva. Tanto, i grassi di uno stesso tipo son tutti uguali, no? No.

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