Il caffè istantaneo è al centro di una falla legislativa da risolversi istantaneamente

Attraverso il caffè istantaneo le aziende possono eludere il regolamento dell'Unione Europea sulla deforestazione, ma la situazione potrebbe cambiare presto.

Il caffè istantaneo è al centro di una falla legislativa da risolversi istantaneamente

Il regolamento dell’Unione Europea sulla deforestazione (EUDR) è stato concepito per eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento di materie prime a rischio, tra cui cacao, olio di palma, legname e caffè. La normativa copre quasi tutte le forme di caffè, dai chicchi verdi a quelli tostati fino agli estratti e ai concentrati, eppure un prodotto diffuso come il caffè istantaneo è rimasto finora escluso.

Una contraddizione che lascia perplessi molti operatori del settore, tra i quali le voci che questa omissione verrà presto risolta si stanno facendo sempre più insistenti, e la cosa avrà delle conseguenze.

L’errore umano

caffè istantaneo

La ragione dietro questa mancanza sembra essere molto più semplice di quanto si possa pensare: un semplice errore umano. Attualmente, il caffè istantaneo entra nell’UE sotto un codice doganale specifico che non attiva i controlli previsti dall’EUDR: una lacuna che potrebbe permettere alle grandi aziende, con operazioni di lavorazione più vicine all’origine del caffè, di aggirare la norma importando prodotti già lavorati e confezionati fuori dall’Europa, eludendo il regolamento.

La questione della conformità solleva dubbi sulle strategie delle multinazionali, specialmente per quanto riguarda i costi legati alla due diligence. Molte aziende potrebbero scegliere di non adeguarsi se non obbligate legalmente. Non solo: alcuni operatori al di fuori dell’Europa vedono queste regole come una forma di neocolonialismo, mettendo in discussione il diritto di Bruxelles di dettare regole sui mercati esteri.

Per quanti anni potremmo ancora permetterci una tazza di caffè prima che diventi troppo caro? Per quanti anni potremmo ancora permetterci una tazza di caffè prima che diventi troppo caro?

Un esperto di commercio di caffè che ha voluto rimanere anonimo ha riferito, intervistato da Food Navigator, i malumori degli operatori sudamericani: “Ho sentito persone dire: ‘Perché, se sono brasiliano, dovrei conformarmi all’EUDR nel mio mercato? Dovrei poter stabilire le mie regole – perché dovrei farmi dettare legge dagli europei a Bruxelles?'”.

La Commissione Europea non ha ancora confermato ufficialmente l’aggiunta del caffè istantaneo, ma la possibilità rimane aperta tramite futuri atti legislativi. Un portavoce della Commissione ha dichiarato: “L’EUDR prevede la possibilità di adottare Atti Delegati per modificare l’Allegato I, che identifica le materie prime e i prodotti rilevanti ai sensi dell’EUDR”.

Finalmente le capsule del caffè si dovranno riciclare Finalmente le capsule del caffè si dovranno riciclare

Sempre secondo il portavoce il lavoro su questi atti è già in essere, e una bozza, che include ulteriori aggiustamenti, sarà soggetta a un periodo di feedback pubblico. Per gli esperti, l’inclusione è inevitabile per mantenere la logica del regolamento. “Ha decisamente senso che venga incluso. Se stabilisci una regola per il caffè, ma il codice doganale copre solo il prodotto grezzo, beh, il caffè è sempre caffè. Non avrebbe logicamente senso per me che non venisse mai incluso”, ha concluso l’esperto.

L’applicazione del regolamento, dopo due rinvii, è ora fissata per il 30 dicembre 2026 per le grandi aziende e per il 30 giugno 2027 per le piccole imprese: da allora il caffè istantaneo non godrà più di un trattamento speciale né potrà fungere da scappatoia per sfuggire a tasse e costi di adeguamento. Facile quindi prevedere rincari anche su queste referenze.