Il cibo ultra processato uccide: parola di Mike Tyson

La pubblicità del Super Bowl con protagonista l'ex pugile fa da megafono al movimento MAHA e al consumo di cibo fresco.

Il cibo ultra processato uccide: parola di Mike Tyson

È arrivato il giorno dell’evento televisivo più visto al mondo ogni anno. No, non stiamo parlando di Sanremo, anche se ci piacerebbe. È la domenica del Super Bowl, la partita delle partite di football americano e la piattaforma suprema in termini di visibilità. A partire dall’esclusivo half time show, che quest’anno vedrà uno scatenato Bad Bunny come protagonista. Ma soprattutto per quanto riguarda le pubblicità, e quelle del Super Bowl sono le più ambiziose, creative e costose sul mercato. Quest’anno, fra celebrità e registi di calibro hollywodiano, spunta anche Mike Tyson con uno spot sobrio in stile pubblicità progresso. Il suo messaggio? Il cibo ultra processato uccide.

Lo spot per il Super Bowl

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Corto, essenziale, incisivo. Trentuno secondi di primo piano di Mike Tyson completamente girato in bianco e nero per la causa del cibo “vero” contrapposto al junk food ultra processato. Trentuno secondi in cui l’ex pugile si racconta e si spoglia davanti alla telecamera, ma non in senso letterale come quando scendeva sul ring. Mike Tyson ci parla di sé e del suo rapporto con il cibo, cosa non facile per un personaggio in tutti i sensi come lui.

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L’ad si apre con il ricordo della sorella Denise, scomparsa a 25 anni per infarto, probabilmente dovuto alla sua grave obesità. Anche Tyson, ci confessa, ha avuto in passato problemi con il peso: arrivato a 156 chili, si considerava “grasso e schifoso”, talmente pieno di odio verso se stesso da aver pensato seriamente di togliersi la vita.

Subito dopo le dichiarazioni shock, nel video Tyson addenta con forza e soddisfazione una carota, poi una mela. I morsi fieri, memori forse del suo più celebre all’orecchio di un avversario, giungono con una riflessione. “Siamo la nazione più potente al mondo, eppure abbiamo le persone più obese. Bisogna fare qualcosa riguardo i cibi ultra processati in America”. Il take away finale appare in sovrimpressione, con lo sfondo di Tyson e figlio che si gustano una mela: Eat Real Food, mangiate cibo vero.

Le contraddizioni del messaggio MAHA

robert f kennedy

Se il messaggio vi dice qualcosa, siete sulla strada giusta. La pubblicità è stata pagata dal MAHA Center, gruppo guidato da Tony Lyons, stretto alleato di RFK Junior aka segretario alla sanità del governo Trump e vicino al movimento Make America Health Again. Lo stesso, per inciso, che poco più di un mese fa ha lanciato la piramide alimentare “al contrario”, che promuove il consumo di carne rossa e latticini e demonizza i cereali integrali mettendoli in fondo. E che guarda caso in cima all’illustrazione della “nuova alimentazione” pone la stessa dicitura: Eat Real Food.

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Ora, possiamo essere tutti d’accordo che mangiare cibi ultra processati faccia male. Studio dopo studio dimostra il legame tra cibo industriale carico di zucchero, sale, grassi e additivi a dipendenza, malattie e mortalità. Il problema con l’ideologia MAHA però è la contraddizione di fondo. Chi sta al governo sarà pure a favore del cibo vero, a parole. Intanto però taglia i fondi assistenziali (tra cui i buoni pasto), continua ad avere conflitti di interesse enormi con l’industria del cibo e, nonostante le promesse in campagna elettorale, non ha fatto nulla per frenare l’aumento dei prezzi nel carrello della spesa.

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In America mangiare sano costa sempre di più, e gran parte della popolazione semplicemente non può permettersi di acquistare cibo fresco. L’ultra processato costituisce il 70% di tutta la produzione nazionale, costa pochissimo ed è in grado di sfamare meglio (per quantità e densità calorica) le fasce più basse della popolazione. In più mettiamoci la mancanza quasi assoluta di educazione alimentare e l’impossibilità per molti di curare malnutrizione e obesità. Di nuovo qui entrano in gioco le politiche del secondo governo Trump, che in un solo anno ha smantellato settori chiave come il Dipartimento dell’Istruzione e la riforma sanitaria Obamacare.

Se non mangiate cibo vero è colpa vostra

hamburger

E poi arrivano gli esaltati MAHA, anti vaccinisti e anti fluoro nell’acqua potabile, che però si calano contenti litri di latte crudo e integratori farlocchi promossi (ovviamente) dai diretti interessati. Ai livelli più alti della sanità USA ci sono scettici della scienza medica e nutrizionale completamente disconnessi con la realtà, tanto che delle conseguenze se ne infischiano. Tipo epidemie di morbillo, roba che nel terzo millennio non si può sentire, e centinaia di migliaia di persone che un bel giorno si trovano tagliate fuori dall’assicurazione sanitaria.

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E la colpa è sempre di qualcun altro. Questo spot ne è un esempio lampante, mettendo in evidenza la responsabilità individuale rispetto al mangiare sano. Come se essere sovrappeso fosse una colpa: non ad esempio una malattia o disfunzione, o peggio una strategia (tragicamente inadeguata) di governo. Lo dice bene Lindsey Smith Taillie, professore associato di nutrizione alla UNC School of Global Public Health. “[Chi governa] dovrebbe focalizzarsi sul perché le persone mangiano in un certo modo. E non è che gli americani siano più pigri di altri. Il punto è che abbiamo un ambiente del cibo particolarmente poco sano”.

Nell’America di oggi “non è realistico” evitare del tutto il cibo ultra processato, dice la professoressa in nutrizione alla Virginia Tech Brenda Levy. L’americano medio non ha gli strumenti, culturali e soprattutto economici, per adeguarsi alle linee guida del governo. In un mondo ideale dovrebbe essere proprio quest’ultimo a guidare e aiutare i propri cittadini. Ma nell’America di Trump l’obiettivo finale è solo uno: fare gli interessi del caro leader e dei suoi alleati. Basti pensare che Trump e famiglia si sono intascati più di 14 miliardi (miliardi, avete letto bene) di dollari da quando è tornato presidente solo un anno fa. Tutti gli altri beh, che mangino brioches. Anzi, per MAHA non vanno bene neanche quelle.