Il cioccolato rallenta l’invecchiamento?

Arriva un altro studio interessante su una molecola presente nel cacao e l'invecchiamento. Tuttavia nessuno ha ancora dimostrato che il cioccolato fa bene.

Il cioccolato rallenta l’invecchiamento?

Secondo uno studio del King’s College di Londra, pubblicato sulla rivista Aging nel dicembre 2025, la teobromina, il composto vegetale responsabile del caratteristico aroma amaro del cioccolato, potrebbe avere proprietà anti-invecchiamento.

La teobromina si trova soprattutto nel cacao — e ovviamente è in quantità maggiore nel cioccolato fondente rispetto a quello al latte — ma è presente anche nel tè nero, nel tè verde e nella noce di cola. La sua struttura molecolare è molto simile a quella della caffeina: entrambe appartengono alla stessa famiglia chimica, le metilxantine. Tuttavia la teobromina agisce meno sul sistema nervoso centrale e più su quello cardiovascolare: ha un effetto stimolante più lieve e graduale rispetto al caffè e tende a non aumentare l’ansia.

Per valutare in che modo la teobromina influenzasse l’età biologica — cioè quanto l’organismo risulti “invecchiato” in base ai marcatori molecolari, e non solo agli anni trascorsi — i ricercatori hanno analizzato i dati di due studi europei: 509 donne britanniche del progetto TwinsUK e 1.160 uomini e donne tedeschi dello studio KORA. Ogni partecipante ha fornito un campione di sangue, analizzato per misurare i livelli di teobromina. Dal sangue è stato inoltre estratto il DNA per eseguire due test: il primo applicava un modello statistico sviluppato nel 2019 (GrimAge) capace di stimare il rischio di mortalità precoce e di malattie croniche; il secondo misurava la lunghezza dei telomeri, le “capsule” protettive dei cromosomi che si accorciano con l’invecchiamento cellulare.

I risultati hanno evidenziato una correlazione: chi presentava livelli più elevati di teobromina nel sangue mostrava, in media, marcatori compatibili con un’età biologica inferiore rispetto a quella anagrafica.

Gli altri studi simili

Questa ricerca si inserisce in un filone più ampio di studi che, negli ultimi anni, hanno analizzato il possibile ruolo del cacao nella salute cardiovascolare e metabolica.

Nel dicembre 2024, uno studio condotto da ricercatori di Harvard ha osservato che il consumo di almeno 140 grammi di cioccolato fondente alla settimana era associato a una riduzione del 10% del rischio di diabete di tipo 2, con un’associazione ancora più forte per il cioccolato fondente.

Nel maggio 2025, ricercatori dell’Università del Surrey hanno pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology una meta-analisi (cioè uno studio che mette insieme i risultati di molti studi clinici) secondo cui il consumo regolare di alimenti ricchi di flavanoli — tra cui tè e cioccolato fondente — potrebbe contribuire ad abbassare la pressione sanguigna.

Ma allora dovremmo mangiare più cioccolato?

cioccolato al supermercato

È importante chiarire un punto fondamentale nel metodo scientifico: il rapporto di causa effetto tramite un esperimento si può stabilire solo se si riproduce quel rapporto durante l’osservazione. In altre parole lo studio del King’s College non ha fatto mangiare cioccolato ai partecipanti, ma i ricercatori hanno semplicemente misurato i livelli di teobromina nel sangue e li hanno messi in relazione con i marcatori di età biologica. Inoltre i livelli di teobromina nel sangue non dipendono soltanto dall’assunzione, ma anche dal metabolismo individuale.

Dunque non è stato dimostrato che mangiare più cioccolato rallenti l’invecchiamento: è stata osservata un’associazione tra livelli più alti di teobromina e marcatori biologici più favorevoli. Infatti, nel testo scientifico non si parla mai di causalità, ma di associazione e lo stesso si fa negli studi citati del 2024 e del 2025.

Lo studio del King’s college ovviamente non indica nemmeno quanto cioccolato sarebbe utile mangiare, né valuta i possibili effetti collaterali di un consumo eccessivo. Saranno necessari ulteriori studi — in particolare studi clinici controllati — per capire se esista un rapporto diretto di causa-effetto tra il consumo di cioccolato e la longevità.