A Capo Milazzo c’è un progetto che si chiama Gigliopoli – La Città dei Bambini Spensierati e che sta rischiando di scomparire. Si tratta di un progetto complesso quanto interessante, che tiene insieme una colonia estiva, un centro studi, una fattoria didattica con asilo, un orto sociale, dei percorsi di educazione alimentare, delle iniziative per le famiglie, delle attività di inclusione e accoglienza; qui infatti trovano spazio minori provenienti da situazioni di disagio sociale ed economico e persone con disabilità.
I bambini che vengono qui mangiano pasti vegetariani prodotti in larga parte con quello che regala l’orto sociale della struttura, oltre a prendere parte alla preparazione di conserve e marmellate. Non sempre, infatti, ci ricordiamo che nella tenera età, più che spiegare, dovremmo far loro fare le attività che vogliamo amino. Alcuni bambini non pagano, proprio perché la finalità principale è favorire l’inclusione in un territorio in cui le iniziative di questo tipo sono importantissime per il tessuto sociale.
Dal centro studi della struttura, invece, è nato Chi Va Piano Fest, festival dedicato a stili di vita sostenibili, agricoltura, alimentazione, benessere e buone pratiche, diventato importante anche su scala nazionale.
Il progetto è nato grazie alla volontà testamentaria della Baronessa Maria Lucifero, figlia del Barone Giuseppe Lucifero di San Nicolò, in esecuzione della volontà del padre: creare una colonia permanente per bambini e persone fragili, con particolare attenzione a quelli nati a Milazzo e Capo Milazzo. Da allora la Fondazione fornisce gli spazi e una parte dei finanziamenti che aiutano la struttura di Gigliopoli a operare.
Tuttavia, oggi è nato un contenzioso tra la Fondazione Barone Lucifero e l’Associazione Il Giglio, che gestisce direttamente il progetto Gigliopoli: in ballo ci sono ovviamente i finanziamenti e la loro gestione.
Il gelato a sostegno di Gigliopoli
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Al di là del contenzioso giuridico, che sulla stampa locale ha assunto toni anche abbastanza aspri, ci sono molti professionisti dell’enogastronomia che si stanno schierando a favore del progetto, perché lo si possa tenere aperto. In particolare, si tratta di mastri gelatieri, perché il gelato e il progetto Gigliopoli sono legati da quasi 10 anni.
Tra questi il gelatiere Gianfrancesco Cutelli, pisano e proprietario della Gelateria De’ Coltelli di Pisa (25° posto nella nostra classifica delle 100 migliori gelaterie d’Italia). Dal 2017, Cutelli è stato tra i principali animatori di GeCo – Gelato Contemporaneo, una rassegna che si tiene ogni anno a Milazzo e nella Val di Noto, dedicata alle avanguardie della gelateria e finalizzata anche a raccontare il territorio. Da quell’anno, parte del ricavato della manifestazione, in particolare quello derivato dalle vendite di gelato nella giornata aperta alle famiglie, viene donato a Gigliopoli.
In effetti, il festival nasce da GeCo, da una cena di beneficenza organizzata per raccogliere fondi a sostegno di Gigliopoli e tenutasi negli spazi della Fondazione Lucifero, precisamente nella corte di Gigliopoli, all’interno dell’antica Tenuta del Barone Lucifero a Capo Milazzo. La cena era tutta dedicata al gelato gastronomico e ai Presìdi Slow Food e vi parteciparono gelatieri ancora oggi di chiara fama, tra cui Gianfrancesco Cutelli, Giovanna Musumeci (Gelateria Santo Musumeci di Randazzo), Osvaldo Palermo (Gelateria Fiordipanna) e Rosario D’Angelo (Gelateria Sikè).
C’è una petizione online, promossa da Cutelli, per sostenere il progetto.