Il mercato del biologico non cresceva così tanto da 20 anni

Una serie di dati pubblicati dl Guardian raccontano come il mercato del biologico stia esplodendo, dopo la crisi iniziata nel 2009.

Il mercato del biologico non cresceva così tanto da 20 anni

In un recente articolo del Guardian viene fuori un dato importante: il mercato britannico di alimenti e bevande biologici è cresciuto di quasi l’8% nel 2025. I dati sono stati forniti dalla Soil Association, una delle principali organizzazioni del Regno Unito dedicate all’agricoltura biologica. La crescita non è dovuta agli aumenti di prezzo, che hanno riguardato il settore come tutto il resto: il volume delle vendite è aumentato a un tasso 5 volte superiore rispetto alla crescita del mercato complessivo.  Clare Hadway-Ball, senior commercial manager della Soil Association, ha dichiarato che, per la prima volta, le vendite del biologico hanno superato quelle del non biologico.

Rob Haward, amministratore delegato di Riverford, l’azienda più famosa del Regno Unito che porta la cassettina di prodotti biologici a casa, ha dichiarato al Guardian di non aver «mai visto il mercato crescere così tanto in 20 anni»: la sua azienda ha riportato un aumento del 6% delle vendite annuali.

Anche in Italia la situazione è simile. I dati più recenti, usciti alla fine del 2025 e raccolti nel Focus Supermercati e Specializzati 2025 di Bio Bank, dicono che il mercato nazionale del bio ha registrato una crescita complessiva del 6%, con un fatturato che tocca i 10,4 miliardi di euro. Per fare un paragone, l’alimentare tradizionale cresce solo dello 0,7%.

Il ruolo fondamentale dei supermercati

supermercati bio

Questa crescita importante del settore biologico arriva dopo circa 20 anni di stallo, cominciati con la crisi finanziaria del 2009. Durante la contrazione dei consumi avvenuta a livello mondiale, il biologico aveva perso moltissimo mercato, soprattutto perché la grande distribuzione aveva perso fiducia nella possibilità d’acquisto dei clienti e aveva eliminato gran parte dei prodotti dagli scaffali.

La diffusione del bio, infatti, si deve soprattutto alla GDO, che ha inserito all’interno della sua offerta sempre più prodotti biologici, sia con linee interne a nome del supermercato sia da produttori privati. In Italia i pionieri del settore sono stati Coop ed Esselunga negli anni Novanta. Tesco, la catena britannica più diffusa di supermercati, ha recentemente rinnovato la propria gamma biologica a marchio del distributore, composta da oltre 100 prodotti; Waitrose, un marchio altrettanto diffuso ma percepito come “alta gamma”, ha invece investito molto nell’espansione e nel rilancio del marchio biologico Duchy, che conta 250 prodotti.

Un altro punto a favore del mercato è il fatto che i millennial cominciano ad avere potere d’acquisto: sono una generazione cresciuta sentendo parlare di ambiente e di salute, e questo li rende il 92% più propensi a comprare frutta e verdura biologiche rispetto alle generazioni precedenti.

L’aumento del consumo di carne bio

pollo bio

Uno dei dati più interessanti del mercato del bio inglese, che non trova un corrispettivo in Italia, è l’aumento del consumo di carne. Il pollo biologico ha segnato un +13% su base annua, pur costando tre volte di più rispetto agli altri polli. A corroborare i dati della crescita, anche il rapporto ufficiale Organic Farming Statistics 2024 del governo UK mostra che il numero di pollame allevato biologicamente è aumentato dell’11%, raggiungendo 4,85 milioni di esemplari.

L’Italia, in cui il consumo di carne sta calando regolarmente, a prescindere dal metodo di allevamento, è però il Paese europeo con la maggior superficie agricola destinata all’agricoltura biologica. In questi anni di espansione questo rappresenta un bel vantaggio, chissà se riusciremo a sfruttarlo.