Il miglior ristorante italiano del Nord America ci fa rabbrividire?

Se non siete curiosi di provare il bao di San Gennaro, i Capellini Cantonese o le Orecchie Primavera, dovete comunque farvene una ragione: per la 50 best Torrisi è il miglior ristorante italiano del Nord America.

Il miglior ristorante italiano del Nord America ci fa rabbrividire?

Il mondo si divide in due: quelli che durante un viaggio esotico vanno alla ricerca delle cose più tipiche e strane da assaggiare, e quelli che cercano il più vicino ristorante italiano, in preda a un’eterna nostalgia dei piatti di casa.

A qualunque delle due categorie apparteniate, è certo che almeno una volta vi siate imbattuti in una pizza pepperoni, o in uno spaghetti bolognese, o in una carbonara con la panna, e magari ne abbiate pure avuto un certo godimento, per quanto in quel momento vi siate sentiti in colpa. Perché è chiaro, pure se nell’animo siamo tutti Italian Nazi, e guai a chi ci tocca il guanciale e a chi scuoce le tagliatelle, alla fine il bello della cucina italiana è che si fa mangiare pure quando è fatta maluccio.

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Ciò non toglie che uno dei nostri sport preferiti resti quello di commentare sui social i video contenenti gli obbrobri culinari all’estero, e di deridere i menu che sembrano italiani ma italiani non sono davvero. Ne è pieno il mondo, di menu così, e alla fine talvolta, per quanto possano suonare blasfemi, non sono manco male. La dimostrazione, forse, è nel primo ristorante italiano che si incontra nella classifica North America 50 Best Restaurant’s (una delle tante che andranno poi a comporre la classifica globale dei migliori ristoranti al mondo), che è appena uscita è che ha premiato Smyth, ristorante di Karen Urie Shields e John Shields a Chicago.

Qui, tra le migliori cinquanta tavole dell’America del Nord, di ristoranti italiani se ne vedono pochi, segno forse di una certa crisi di quella che un tempo era forse la cucina più famosa e più esportata nel mondo. Il primo ristorante italiano in classifica è Torrisi a New York, al trentottesimo posto. E il suo menu è uno di quelli che, a leggerlo, farebbe inorridire i puristi della pastasciutta come nonna l’ha fatta.

Il menu di Torrisi a New York


Parliamoci chiaro, che una premessa qui è d’obbligo: premiato con una stella Michelin e trentottesimo tra i migliori ristoranti del Nord America, non c’è probabilmente dubbio che Torrisi a New York sia un ristorante di valore. Qui non stiamo discutendo la qualità di Torrisi (anche perché non essendoci stati non potremmo farlo), bensì l’atteggiamento iperprotettivo degli Italiani nei confronti della loro cucina, che è quello che a prima vista farebbe bocciare sicuramente anche un ristorante di questo livello (salvo poi portarci a mangiare in dei postacci con poco senso il sabato sera, difendendo un concetto di Italianità diventato ormai stereotipato e francamente pure un po’ ridicolo).

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Così, vi immaginiamo a ridacchiare leggendo il menu di quello che, secondo i voters della 50 Best, è il miglior ristorante italiano del Nord America. A farvi il segno della croce quando l’occhio vi cade sulle loro “Orecchie Primavera”, che essendo nella categoria “pasta” immaginiamo siano in realtà orecchiette. Di più: vi vediamo che quasi vi sentite male arrivati ai “Capellini Cantonese“, in un titolo fusion di quelli che agli Italian Nazi fanno accapponare la pelle.

E alla fine, dopo tutto questo tripudio di paste che suonano come un’offesa al vostro buon nome di Italiani, forse il bao di San Gennaro – tra gli antipasti – non vi sembrerà nemmeno così male.