Il passo avanti contro l’obesità infantile in UK che noi non ci sogniamo di fare

Nel Regno Unito è ufficialmente vietata la pubblicità di junk food in fascia protetta per i minori. E in Italia, perché restiamo ancora a guardare?

Il passo avanti contro l’obesità infantile in UK che noi non ci sogniamo di fare

Detto, fatto. Con l’anno nuovo, il Regno Unito ha definitivamente inaugurato un’arma concreta per combattere il fenomeno dell’obesità infantile, mentre noi Italiani stiamo a guardare, senza preoccuparci troppo di quello che invece è un problema che ci riguarda, eccome. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, parlano di una tendenza preoccupantemente in aumento, con il 25% dei bambini di età compresa tra 7 e 9 anni che vive in sovrappeso, e l’11% affetto da obesità.

Un bambino su quattro, nella ricca Europa, è dunque in sovrappeso e – come dice anche l’Istituto Superiore della Sanità – “L’eccesso ponderale è tra le principali cause di morte e disabilità nella Regione europea dell’OMS in quanto aumenta il rischio di molte patologie non trasmissibili, inclusi malattie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2 e tumori, e causa più di 1,2 milioni di decessi all’anno”.

La metà delle calorie assunte dai bambini inglesi arriva da cibo ultra-processato: e l’Italia come se la cava? La metà delle calorie assunte dai bambini inglesi arriva da cibo ultra-processato: e l’Italia come se la cava?

Dunque, anziché stare a guardare, dovremmo prendere esempio dal Regno Unito, che ha appena applicato un provvedimento ampiamente annunciato, impedendo ai produttori di cibi non sani di raggiungere i più piccoli tramite la pubblicità.

Cosa prevede il divieto del Regno Unito

Junk food gourmet

Stop dunque alla pubblicità del cibo spazzatura, o degli energy drink, prima delle 21, in quella che universalmente viene considerata la “fascia protetta” della tv. E divieto totale anche online (da noi invece, si fa un po’ come ci pare, come dimostra il caso dei Me Contro Te di cui parlammo tempo fa).

Quanto pesa il legame tra il reddito famigliare e l’obesità? Quanto pesa il legame tra il reddito famigliare e l’obesità?

In base alle norme, che saranno applicate dall’Advertising Standards Authority (ASA), 13 categorie di prodotti ricchi di grassi, zuccheri e sale non potranno più essere proposte ai bambini in maniera promozionale. Prodotti che, da questa parte della Manica, spesso consideriamo innocui: rientrano nel divieto, per dire, anche “panini di qualsiasi tipo” e “tutti i prodotti che si trovano principalmente nel reparto cereali per la colazione”. Dunque, la questione è anche un tema di percezione di ciò che è salutare e ciò che possiamo e dobbiamo dare ai nostri bambini per farli crescere in maniera sana, noi che siamo abituati a nutrirli fin da piccoli con il prosciutto cotto confezionato, per dire.

Peraltro, incredibilmente e a dimostrazione di una diversa sensibilità sul tema, la manovra è ampiamente condivisa, tanto che il settore pubblicitario del Regno Unito si era già adeguato in maniera volontaria alla misura da questo autunno, mesi prima che entrasse in vigore il divieto ufficiale. Eppure anche nel Regno Unito la battaglia sul tema non è ancora finita, in quanto il governo ha deciso di consentire alle aziende che producono junk food di realizzare annunci pubblicitari purché non facciano riferimento a uno specifico prodotto. Su questo, le associazioni che si sono battute per questo risultato, hanno già dichiarato di non volersi fermare qui. E in Italia, quando inizieremo a riflettere sul problema?