Quella del piombo negli alimenti è una minaccia decisamente sottovalutata, ma che affligge un enorme numero di persone nel mondo, pur essendo totalmente prevenibile, e sembra quindi giunto il momento di intervenire: questo è il monito lanciato in un recente incontro a New York promosso da Bloomberg Philanthropies, Coefficient Giving e la Partnership for a Lead-Free Future, in cui gli esperti hanno lanciato un messaggio chiaro: è tempo di togliere il piombo dallo stomaco e dal sangue delle persone in tutto il mondo.
De dove arriva il piombo nel cibo?
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La minaccia non arriva dall’ambiente naturale, dove questo metallo pesante si trova solo in piccole quantità, ma da ciò che finisce sui nostri piatti: spezie comunissime come peperoncino, tamarindo, curcuma e paprika possono infatti contenerne tracce, e il rischio si nasconde nei barattoli e nello scatolame per alimenti ancora sigillati con saldature al piombo, in integratori o rimedi non regolarmente controllati, e in stoviglie di ceramica o terracotta non regolamentate. Anche l’acqua potabile è a rischio: tubature, rubinetti e saldature installati prima del 1986 possono rilasciare piombo nell’acqua che beviamo e usiamo per cucinare, proprio come è successo nel noto caso di Flint, nel Michigan.
L’impatto sulla salute è gravissimo, soprattutto per i più piccoli, e i numeri dipingono un quadro allarmante: circa un miliardo di bambini in tutto il mondo presentano livelli ematici di piombo elevati. Neonati e bambini piccoli sono i soggetti più vulnerabili in assoluto, poiché assorbono il metallo tossico molto più facilmente durante la fase di rapido sviluppo cerebrale e corporeo, e nei paesi a basso e medio reddito l’esposizione riguarda un bambino su due.
Il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha ricordato: “Non esiste un livello sicuro noto di esposizione al piombo. Per i bambini piccoli, le conseguenze possono durare tutta la vita. Il piombo può danneggiare in modo permanente il cervello in fase di sviluppo, influenzando la capacità di un bambino di imparare, crescere e raggiungere il suo pieno potenziale.” Ha poi aggiunto: “Il carico è enorme. L’esposizione al piombo è associata a oltre 3,5 milioni di decessi ogni anno.”
Fortunatamente, eliminare questo pericolo è possibile. Come ha sottolineato Ghebreyesus: “Questa è una tragedia che possiamo prevenire. Ecco perché l’OMS sta sviluppando un Piano d’Azione Globale e un pacchetto tecnico chiamato PREVENT, entrambi i quali saranno presentati all’Assemblea Mondiale della Sanità del prossimo anno.” Anche il settore produttivo si sta muovendo: Adalberto Maluf, segretario per l’ambiente urbano in Brasile, ha riferito: “Ci sono alternative che l’industria ha individuato. L’industria è disposta a collaborare. Molto spesso i fornitori dei prodotti non sono neppure consapevoli del fatto che contengano piombo.” Insomma, il problema è grave e reale, l’appello è stato lanciato, e le soluzioni esistono: non esistono più scuse per liberare miliardi di persone dall’avvelenamento da piombo.
