di Nunzia Clemente 28 Ottobre 2016
burro al cioccolato

Lewis Road Creamery, una tre le prime aziende nella produzione di latte e formaggi in Nuova Zelanda, ha unito le forze con Whittaker’s Chocolate per rivoluzionare la prima colazione con quello che le due società descrivono un po’ pomposamente come il primo burro al cioccolato del mondo.

Il burro, realizzato con cioccolato fondente Whittaker, 72% di cacao, mono-origine Ghana, è fatto senza olio di palma, e piacerà, secondo i rappresentanti dell’azienda, a chi ama indulgere in una vera cioccolata spalmabile, però a base di ingredienti semplici e di qualità – in questo caso il meglio del burro e del cioccolato neozelandese.

“E, rispetto ad altre marche (Nutella mi senti? N.d.r.), lo zucchero è molto meno e non c’è olio di palma”.

Sempre secondo Lewis Road Creamery, il burro può essere utilizzato ovunque, pane, toast, fette biscottate, pancake, comuni ricette, e in ogni momento della giornata che richieda un po’ di dolcezza, a iniziare ovviamente dalla colazione.

Perfect way to start your Friday. Thanks for the #ChocolateButter love, @inrhispantry!

Una foto pubblicata da Lewis Road Creamery (@lewisroadcreamery) in data:

Do try our new #ChocolateButter made with @whittakersnz. Perfect with…

Un video pubblicato da Lewis Road Creamery (@lewisroadcreamery) in data:

Sul burro al cioccolato la stampa neozelandese ha sentito anche il parere del nutrizionista.

“I singoli alimenti vanno sempre considerati nel contesto, e il problema di un prodotto come questo, pur avendo una lista ingredienti migliore rispetto ad alcuni concorrenti, è che potrebbe aumentare il consumo di grassi e zuccheri. Perché un conto è consumarlo in piccole quantità spalmato su una fetta di pane integrale, cosa diversa è impiegarlo su tutto in ogni pasto della giornata”.

Il burro, del quale al momento non conosciamo la composizione, è disponibile solo in Nuova Zelanda, ma Europa e Australia vengono considerati potenziali mercati per il futuro:

“Non sappiamo cosa accadrà, ma abbiamo ragione di pensare che il prodotto sarà un successo nel mercato locale, e quindi anche un ottimo prodotto per l’esportazione”.

[Crediti | Link: Food & Wine, Stuff.co]