In memoria di Carlin Petrini nasceranno borse di studio per gastronomi e orti in Africa

Slow Food destinerà le donazioni in ricordo di Carlo Petrini all'Unisg e a Orti in Africa. Un segnale per ribadire le basi del movimento: l'agroecologia e la cultura.

In memoria di Carlin Petrini nasceranno borse di studio per gastronomi e orti in Africa

Nessuno si dimentica mai veramente che al mondo esiste Slow Food, ma è indubbio che la morte di Carlin Petrini, avvenuta pochi giorni fa, abbia aumentato l’attenzione che normalmente rivolgiamo al movimento. Eppure, quando pensiamo a Slow Food, lo facciamo con un certo grado di generalità, pensando al pensiero — dirompente — del suo fondatore e, se scendiamo nel particolare, ci vengono in mente i presìdi, le fiere (Terra Madre, Cheese, Slow Wine), le chiocciole.

La dignità dell’Africa

Ci sono dei progetti un po’ meno visibili, ma che sono ancora portatori dello spirito primigenio del movimento. Uno di questi è Orti in Africa, nato nel 2011 con l’idea di creare 1000 orti nelle scuole e nelle comunità, per salvaguardare il cibo locale e le tecniche di lavorazione tramandate da generazioni. Un progetto che, quattro anni dopo, era già arrivato a chiamarsi 10000 orti, visto il moltiplicarsi delle iniziative. Un sistema che riassume due delle istanze fondamentali di Slow Food: preservare il territorio dall’avanzata dell’agricoltura industriale e di profitto, e diffondere il sapere in senso biunivoco: quello che va dalle tradizioni locali (dal basso, direbbe qualcuno) verso il sapere accademico, e quello che dall’università si sposta nei villaggi, per formare classe dirigente e aiutare a prendere consapevolezza del patrimonio locale. Inutile dire che non è scontato che entrambi questi saperi ottengano pari rispetto.

Molti progetti degli Orti in Africa coinvolgono agronomi, insegnanti e giovani formati anche all’Università di Pollenzo. La dignità africana è un elemento importante da comprendere: un continente usato e spartito tra grandi potenze nel silenzio generale, e su cui Slow Food, secondo le parole di Petrini, non vuole portare carità, ma “restituzione”. Non è un caso che Edie Mukiibi, agronomo originario dell’Uganda, sia stato per anni vicepresidente di Slow Food Internazionale e che oggi ricopra il ruolo di presidente; lui, ex studente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

La cultura come patrimonio indispensabile

funerale laico carlin PetriniUn momento della cerimonia di ricordo di petrini a Unisg

Perché l’altra enorme innovazione di Carlin Petrini, di cui forse non si parla a sufficienza, è l’Università a cui ha dato vita: Scienze Gastronomiche di Pollenzo, una frazione del comune di Bra, il suo comune. Tra gli alberi del giardino dell’ateneo si è svolto anche il saluto laico al fondatore, con un parco affollato e un palco altrettanto: Nicola Perullo, il rettore di Unisg, ha preso, non a caso, la parola per primo, seguito da Edie Mukiibi, e poi Lella Costa, Don Ciotti, Moni Ovadia, tra gli altri che lo hanno omaggiato.

In tempi come questi, ribadire che l’Università ha un ruolo centrale non è scontato: la cultura e la professionalità non sono un ammennicolo della rivoluzione, ne sono la base. E questo è uno dei lasciti più emozionanti – almeno ad avviso di chi scrive – che Petrini ci ha lasciato. Passare da un cenacolo di appassionati a un’università, con il riconoscimento di un nuovo corso di laurea, quello in Scienze Gastronomiche, da parte dello Stato italiano, è stata una vittoria impensabile. Eppure è l’esatta spiegazione di come operi davvero la frase che è stata scelta per la giornata di ricordo: “chi semina utopia raccoglie realtà”.

Eppure, se c’è un problema con l’università di Scienze Gastronomiche, è la sua accessibilità: come tutte le scuole private, i suoi costi sono impossibili per molti. Il rettore Nicola Perullo, in un’intervista a noi rilasciata pochi giorni dopo il suo insediamento nel 2024, aveva dichiarato: “Lavorare sull’accessibilità è una priorità: studiare sistemi per rendere i corsi più economici o aumentare le borse di studio, insomma. Posto che la nostra università è già meritoria sotto questo fronte: più del 20% degli studenti beneficia di borse, tra quelle erogate direttamente dai partner e quelle messe a budget dall’ateneo”.

Oggi Slow Food chiede, a chi voglia fare un gesto di vicinanza a Carlo Petrini, di fare una donazione: il denaro sarà usato per alimentare le borse di studio presso Unisg e per sostenere Orti in Africa.