In Missouri c’è stata una catastrofe di tofu

Venti tonnellate di tofu si sono riversate in un burrone. A distanza di settimane, l'odore è insopportabile.

In Missouri c’è stata una catastrofe di tofu

In un periodo storico travagliato, dilaniato da guerre, crisi economica e cambiamento climatico, mai ci saremmo aspettati di riportare una notizia così. Eppure è successo, e nella più improbabile delle cornici. Il Missouri non è esattamente il primo luogo che viene in mente quando si parla del principe dell’alimentazione vegana e vegetariana.

Tuttavia è proprio qui che una catastrofe di tofu ha devastato, in tutti i sensi e specialmente quello dell’olfatto, un’intera comunità. A seguito di un incidente stradale infatti tonnellate di tofu si sono riversate nell’ambiente, causando una bomba puzzolente che ha impestato la città per settimane.

Il Mostro di Tofu

tofu

Non siamo noi che esageriamo. È lo stesso dipartimento di protezione delle zone rurali di Doolittle a definirlo “The Infamous Tofu Monster”. Tutto è iniziato il primo marzo di quest’anno a Jerome, cittadina immersa nella natura selvaggia del Missouri. Un camion che trasporta ben 20 tonnellate di tofu si ribalta sulla Interstate 44 e cade in un burrone. L’autista per fortuna resta illeso e non ci sono danni ad altri veicoli o persone. Tutto il carico però si riversa per strada e nella zona forestale circostante, in quel periodo soggetta a forti alluvioni.

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Perché, a fronte di un evento accaduto da più di un mese, ne parliamo solo adesso? Presto detto: ci vuole un po’ di tempo affinché il danno vero risulti evidente. Il tofu infatti viene lasciato lì per settimane a fermentare e marcire. La colpa, o almeno la non-azione, si deve alle compagnie assicurative legate all’agenzia dei trasporti, che per più di un mese non riescono a mettersi d’accordo su come riparare (e ripulire) l’incidente.

Il risultato? Una puzza tremenda che colpisce l’area “come un muro di mattoni”, nelle parole di chi vive o anche soltanto si ritrova a passare per Jerome. “È come un animale morto, ma peggio”, dice il capo dei pompieri Brandon Williams. “Probabilmente una delle cose peggiori che abbia annusato in vita mia, e credetemi che di cose schifose ne ho annusate”.

La Grande Battaglia

tofu

L’iperbole epica dei media locali non si ferma certo al mostro di tofu. Di “mostro” si tratta anche perché sembra quasi impossibile disfarsene. Nelle ultime tre settimane si sono alternate condizioni di freddo estremo e caldo improvviso, nonché alluvioni che hanno spinto il tofu in un ruscello poco lontano. Di conseguenza la corrente ha spostato ulteriormente il carico, spargendolo in un’area ben più ampia del previsto.

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Per questo motivo l’operazione è stata ribattezzata “The Great Jerome Battle”, in questo caso contro un cibo marcescente, maleodorante e pure imperterrito. Donald Neal, general manager della D&D Towering and Repair, è uno dei generali a combattere sul campo. Ancora giovedì scorso i suoi ragazzi erano immersi un metro e mezzo d’acqua, chini a individuare e rimuovere pezzi di tofu ormai ridotti a briciole.

Un altro generale è Dan Wojcikowski, proprietario della Big Boy’s Towering and Recovering. Da parte sua la battaglia contro il tofu è costata più di 3 milioni di dollari in equipaggiamento. In campo una macchina skid steer  o pala caricatrice, due ruspe, un’autoribaltabile e quattro cassonetti. Alla fine ci sono andati di mezzo addirittura i mezzi anfibi.

Le metafora sensoriali si sprecano. “È peggio di una discarica a luglio”. “Rancido, disgustoso. C’è stato un gran trafficare di mascherine”. E dire che non è la prima volta. Negli anni si sono ribaltati carichi di costolette, di pomodori, di salsa Alfredo. Questa però le supera tutte. Anche perché, a detta di chi abita a Jerome, il tofu non è proprio l’alimento di punta della cucina locale. Un disastro di tali proporzioni ha convinto ancora di più una comunità amante della carne: zero possibilità di abbracciare una dieta plant based. Almeno fino a quando l’odore nauseabondo non sarà sparito dall’aria (e dalla memoria) della città.