Insetti commestibili, Samantha Cristoforetti non ha dubbi: “È la nuova frontiera del cibo”

Per Samantha Cristoforetti gli insetti commestibili sono la nuova frontiera del cibo. In Italia, invece, il dibattito continua a trascinarsi.

Samantha Cristoforetti

Se in Italia il dibattito sugli insetti commestibili si trascina tra una polemica e un dibattito, ad alta – anzi, altissima – quota pare che le idee siano già più chiare; tanto che la stessa Samantha Cristoforetti ha voluto sostenere pubblicamente questa particolare categoria di cibo definendola “la nuova frontiera del food”. Eh sì, perché in realtà alcuni supermercati italiani – in particolare in Veneto e Lombardia – hanno già cominciato a esporre, ordinati sui propri scaffali, prodotti alimentari che contengono farine di insetti; e di fatto gli studi che invitano a vincere la diffidenza nei confronti di questi ingredienti sono sempre di più. In altre parole, l’adozione di grilli, cavallette e simili sulla propria tavola pare un tassello sempre più fermo nel futuro del mondo del cibo, soprattutto se consideriamo (e non possiamo fare a meno di farlo) le crescenti difficoltà determinate dal cambiamento climatico.

Insetti commestibili

“Se trattati in modo sicuro e nel rispetto del loro benessere gli insetti possono essere una fonte di cibo ricca di nutrienti ecologicamente sostenibile” spiega AstroSam in un breve video pubblicato su TikTok, in cui si riprendere mentre addenta una barretta al mirtillo con farina di grillo. “In Europa grilli, vermi e cavallette sono considerati nuovi alimenti che possono essere mangiati. Perché qualche volta non provate gli insetti? Fanno bene a voi e al Pianeta”.

Come già accennato, tuttavia, gli insetti fanno fatica a decollare nel contesto italiano; tant’é che le autorità del settore hanno scelto di antagonizzarli favorendo invece la difesa della proverbiale tradizione del Made in Italy. La bocciatura arriva anche da Federcuochi secondo cui il tema sostenibilità per i prodotti a base di farina di insetti “è usato contro le nostre eccellenze. Questi alimenti” sostiene l’associazione “sono lontani anni luce dalla nostra cultura e tradizione enogastronomica”.