Com’ è finito il IV Campionato mondiale del fungo

Sono le sette del mattino: buio pesto al limitare del bosco, pettorina di riconoscimento perché la prudenza non è mai troppa, cestino e bastone: è tutto pronto per la caccia ai funghi.

Ma non è una caccia normale: è la caccia per vincere il IV Campionato Mondiale del Fungo, competizione internazionale riservata 523 partecipanti  di 7 nazioni diverse che, tra amicizie indissolubili e rivalità accese, si sfidano a chi riempie prima e soprattutto meglio il cestino.

Con i funghi tutto sembra permesso: ci si infila nel bosco, si cambia direzione, si ordiscono tranelli, si depista lasciando funghi già colti in posti stabiliti. Come in tutte le competizioni, forse con un pizzico di malizia in più.

Il vincitore mondiale di quest’anno, tra i boschi di Cerreto Laghi, Reggio Emilia, è Giuseppe Moro, 50 anni: nella vita è commesso in un negozio di pesca a Genova.

Moro è stato così bravo da raccogliere 23 porcini, per un peso complessivo di 1,950 grammi. Quasi due chili. Le regole erano semplici: quattro ore di ricerca poi ritorno alla base per la pesata. Nessuno poteva superare i tre chili.

Ci sono partecipanti da tutto il mondo: Daysuke Myagawa, ormai una star della tv giapponese, che sognava di vincere ma ha trovato solo un fungo e, per di più, nemmeno un porcino.

Oppure, il lituano Vytenis Daugunis, che narra dei boschi del suo Paese dove si possono raccogliere anche 1000 porcini al giorno. Chissà se sarà davvero così.

Ma come si diventa campioni oppure, più semplicemente, dei buoni cacciatori?

Disponendo di una buona tempra, perché si suda, ci si infila nei canaloni con il rischio di cadere.

Partendo molto presto al mattino, spesso con il freddo e la nebbia, e camminando per ore nel bosco sollevando le foglie con il bastone, scrutando sotto ogni cespuglio.

Studiando l’habitat dei funghi, in questo caso, studiando il bosco: quelli situati tra i 700 e i 1300 metri d’altitudine sono ideali. Cercate i funghi porcini negli altipiani, e nei boschi di faggio, quercia o castagno, ma attenzione alle vipere.

Bisogna capire le reazioni dei funghi alle piogge, scarse o abbondanti, battere le zone più umide, gli spazi dove le foglie, depositandosi, non rendano ‘impermeabile’ il terreno.

E non vanno sottovalutate le leggi del posto per evitare multe anche salate: alcuni province permettono la raccolta soltanto in determinati giorni o periodi.

Ma soprattutto, mangiate soltanto ciò che conoscete.

[Crediti | Link: La Repubblica]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

11 Ottobre 2016

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