Kellogg’s licenzia 1.400 operai: avevano scioperato per ottenere salari migliori

Kellogg's ha licenziato 1.400 operai: stanno scioperando da ottobre per chiedere salari più alti e condizioni di lavoro migliori.

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Dopo mesi di controversi, la Kellogg’s ha deciso di licenziare 1.400 operai che, da ottobre scorso, stavano scioperando per chiedere salari più alti e condizioni di lavoro migliori.

Inoltre i lavoratori protestavano anche contro i tagli dei posti di lavoro pianificati, contro la delocalizzazione e anche contro una proposta che avrebbe ridotto le paghe e i benefici per i nuovi operai.

Trevor Bidelman, presidente della sezione locale del sindacato, nonché dipendente di Kellogg’s, ha parlato di condizioni di lavoro pessime: non ci sono fine settimana liberi, lavorano 7 giorni su 7, a volte da 100 a 130 giorni di fila, 16 ore al giorno. E sostiene che l’azienda tratti meglio i macchinari che le persone: almeno le macchine funzionano per 28 giorni di fila, poi hanno 3 giorni di riposo per le pulizie.

Per cercare di venire incontro alle richieste dei lavoratori, l’azienda aveva proposto un nuovo accordo che prevedeva un aumento del salario del 3% e il mantenimento dei benefici sanitari. Tuttavia i dipendenti hanno rifiutato, ritenendo insufficiente l’offerta.

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Secondo i lavoratori, infatti, sono necessari aumenti più importanti visto che lavorano più di 80 ore a settimana. Inoltre ricordano anche l’impegno messo durante la pandemia, quando hanno garantito che gli impianti continuassero a funzionare.

Kellogg’s, vedendo rifiutare la sua offerta, ha così deciso di licenziarli. Chris Hood, presidente di Kellogg Nord America, ha dichiarato che non era questo il risultato a cui miravano, ma che devono comunque prendere tutte le misure necessarie per garantire che gli affari vadano avanti. Si sentono, infatti, in obbligo con clienti e consumatori per continuare a fornire loro i cereali.

Hood ha poi rivelato che adesso cominceranno ad assumere i rimpiazzi per gli scioperanti: già durante le proteste avevano dovuto coprire i turni con lavoratori esterni.

Dal canto loro lavoratori e sindacati hanno annunciato che proteste e scioperi continueranno ad andare avanti.