Dal 24 marzo nei negozi di KFC in Italia, il celebre fast food che propina vasche di alette di pollo piccanti, è arrivato il Krispy kebab. Diciamolo subito: del kebab ha il pane – che però nel comunicato stampa non è definito “arabo” (immagino per motivi legati al linguaggio dell’inclusione) ma pane da kebab – salsa di yogurt con erbe e spezie, salsa rossa a base di pomodoro, cipolla bianca, insalata e udite udite filetto di pollo impanato e fritto come nella miglior tradizione del fast food del Kentucky.
Allora nel kebab originale ci andrebbe l’agnello (o il montone), anche se già in Turchia si trovano versioni con manzo e pollo; molti usano insaccati a base di tacchino e di pollo, che hanno una palatabilità più vicina a quella europea. E già qui siamo lontani anni luce dalla versione più ortodossa, quella con la carne stratificata e speziata come si deve. In Europa il kebab è diventato un oggetto mutante: cambia da città a città, si adatta ai gusti locali, si alleggerisce, si occidentalizza. Però una cosa resta: è carne allo spiedo, non pollo fritto. Proprio per questo, con una geniale trovata comunicativa, il kebab di KFC è stato definito dall’azienda: “Proprio un altro kebab”. Avoja.
Si potrà ordinare anche in versione Spicy, e pure nella versione menu, con le patatine accompagnate dalla salsa allo yogurt e salsa rossa; infine la proposta comprende anche un’alternativa vegetariana a base di falafel.
Perché il kebab in un fast food

Qualche giorno fa ragionavamo sulla diminuzione dei prezzi di McDonald’s e Taco Bell negli States come strategia per riacciuffare la fetta di mercato basso spendente che i fast food stanno completamente perdendo a causa della crisi finanziaria. Il lancio del kebab nel mercato europeo da parte di un fast food è da vedere nella stessa ottica: in Europa il ceto basso spendente non si rivolge esclusivamente ai fast food come avviene negli Stati Uniti, perché in Europa ci sono moltissime alternative, soprattutto per quel che riguarda il cibo da strada.
Il kebab è, tra queste alternative, quella più diffusa. A volte anche troppo diffusa. Secondo i dati diffusi da KFC, circa il 71% degli italiani dichiara di mangiarlo, ed è una presenza fissa in qualsiasi città. La mossa dunque è tutt’altro che peregrina, e dovrebbe servire ad attrarre qualche consumatore in più.
Un po’ meno attenta la politica di prezzo, dato che il Krispy kebab viene via a 9,45 euro, 12,45 nel menu con le patatine e la bibita. Chiaramente l’opzione del menu è quella da privilegiare se la finalità con cui vi approcciate al Krispy kebab è il risparmio, perché in un qualunque kebabbaro (io vivo nel Nord est) un kebab si situa tra i 4 e i 7 euro.