KitKat vegano, ci siamo: Nestlè rivela com’è fatto

La versione senza latte, burro e uova della barretta è nei supermercati inglesi e sta per sbarcare in altri paesi: ecco come hanno fatto a ottenere un gusto e una cremosità simili a quelle del KitKat originale.

kitkat vegan

Il KitKat vegan annunciato da Nestlè qualche mese fa, è arrivato nei negozi e nei supermercati. Nel Regno Unito da metà giugno, in Australia e Brasile da fine luglio, e piano piano si attende la sua diffusione ovunque. Sembra che l’iconica barretta di 4 wafer ricoperti di cioccolato sia molto difficile da replicare: in un articolo del Guardian su Aldi un paio di anni fa si faceva notare come il discount tedesco avesse tra le altre cose prodotto la propria versione di alcune delle più famose barrette, come Mars e Snickers, insieme ovviamente a tanti altri prodotti iconici come una simil Nutella; ma due cose non sono mai riusciti a imitare, nonostante il lavoro del reparto ricerca e sviluppo: la Coca-Cola e il KitKat.

Ecco perché Green Queen, sito specializzato in alimenti etici e sostenibilità ambientale, ha intervistato i responsabili della Nestlè per farsi raccontare come hanno creato V, la versione del KitKat senza prodotti di origine animale, ovvero senza traccia di uova, burro e latte. Il portavoce senior di Nestlé, Michael Jennings ha affermato che il problema maggiore è stato il latte: per il gusto del cioccolato al latte, e la consistenza cremosa. Quello che hanno fatto gli scienziati del settore alimentare del centro di ricerca di Nestlé a York è stato sostituire il latte con un’alternativa a base di riso. Lo hanno unito a burro di cacao, farina di frumento, fibra di mais, sciroppo di riso, grassi vegetali, lecitina di girasole e aromi naturali di vaniglia. “Ci è voluto poco più di un anno”, ha detto Jennings. Il quale però non ha voluto rivelare altri particolari trincerandosi dietro il segreto industriale.

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