Kylie Jenner portata in tribunale dalla sua ex cuoca

Per la terza volta Kylie Jenner viene portata in tribunale da una sua dipendente: questa volta ad accusarla è la sua chef personale.

Kylie Jenner portata in tribunale dalla sua ex cuoca

Anche i cuochi super vip si lamentano dei turni troppo impegnativi. Eppure, per molti chef, la ristorazione privata è un piccolo sogno: niente premi né stelle Michelin, è vero, ma tutta un’altra vita, quando si ha a che fare con datori di lavoro con grandi capacità di spesa e piccole tavole da gestire, anziché coperti, brigate e conti da far quadrare.

Non è stato così, a quanto pare, per la chef privata di Kylie Jenner. La socialite, modella e imprenditrice americana che sarebbe stata portata in tribunale dalla sua cuoca, che la accusa sostanzialmente di averle causato, con un carico eccessivo di lavoro, un aborto spontaneo. Non è neanche la prima volta per Kylie Jenner, che negli scorsi mesi ha dovuto rispondere di altre due cause intentate da due ex collaboratrici domestiche.

L’accusa: l’overworking a Capodanno

Secondo i documenti depositati lunedì presso il tribunale della contea di Los Angeles e citati dal Los Angeles Times, la donna (il cui nome non è ancora stato rivelato) denuncia turni di lavoro massacranti, che arrivavano fino a dodici ore per cinque giorni a settimana, e compiti fisicamente impegnativi.

Ad aggravare la situazione, sostiene la chef, il fatto che avesse espressamente avvisato di star portando avanti una gravidanza a rischio. Assunta – spiega il LA Times – a novembre 2024 come chef privata di Kylie Jenner, la donna afferma di aver informato a dicembre i suoi superiori – anch’essi citati come imputati – di essere incinta di tre mesi e di “aver bisogno di tutelare la propria salute e la gravidanza”.

Tuttavia, secondo le accuse, la notte di Capodanno del 2024 le furono affidati diversi compiti pesanti, come “sollevare e trasportare pesanti alimenti attraverso la strada e in salita senza aiuto”. A seguito dello sforzo fisico, l’ex chef afferma di aver “avuto vertigini, iniziato a soffocare e ad ansimare, e di aver avuto bisogno dell’assistenza del personale di sicurezza, che è intervenuto fornendole acqua e soccorso”.

La festa del figlio di Kylie Jenner e l’aborto

L’episodio ha poi avuto un seguito – sempre secondo l’accusa – a febbraio 2025, quando la chef incinta di cinque mesi, fu incaricata di lavorare alla festa di compleanno del figlio di Kylie Jenner a Palm Springs. Qui, secondo la denuncia, non le fu fornito un “supporto adeguato” nonostante le dimensioni e le esigenze della festa.

“A causa dell’esaurimento e dell’eccessivo sforzo fisico, ha avuto un crollo emotivo in bagno durante l’evento”, si legge nella denuncia. “Quella sera, ha avvertito un’estrema stanchezza fisica e una sensazione di pesantezza in tutto il corpo a seguito del carico di lavoro prolungato e intenso.”

La mattina seguente, mentre l’ex chef si trovava ancora a Palm Springs, secondo quanto riportato nella documentazione, si sarebbe svegliata con una grave emorragia e si sarebbe recata al pronto soccorso. “In ospedale, le fu comunicato che non c’era battito cardiaco rilevabile e che aveva perso il bambino che portava in grembo.”

Secondo quanto affermato dall’ex chef, la donna avrebbe informato i suoi superiori dell’aborto spontaneo e dell’emergenza medica e, nei giorni successivi, sarebbe stata “falsamente accusata di aver lasciato la cucina e il frigorifero in disordine dopo l’evento di Palm Springs”, si legge nella denuncia.

Gli atti processuali affermano che dopo l’aborto spontaneo, la chef avrebbe sofferto di grave depressione e forte stress emotivo, e sostengono che un suo superiore l’avrebbe rimproverata dicendole: “Smettila, smettila. Stai facendo stare male Kylie. La stai facendo deprimere”.

Al momento, il Times ha provato a contattare lo staff di Kylie Jenner, che però non ha rilasciato dichiarazioni.