La birra artigianale lo è per legge, e va rispettata: l’accordo anti-frode

Unionbirrai e ICQRF (l'Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi) rinnovano il loro protocollo d'intesa per combattere l'uso improprio della "birra artigianale".

La birra artigianale lo è per legge, e va rispettata: l’accordo anti-frode

È capitato a tutti ormai: andare in un locale o in un evento all’aperto (e la bella stagione ormai arrivata fornirà molto materiale in questo senso) e vedere menu e striscioni su cui campeggia la scritta “birra artigianale”, per poi trovarci a bere pinte di prodotti che di artigianale non hanno assolutamente nulla. Birre palesemente industriali, fantomatiche importazioni da Germania, Belgio o Repubblica Ceca, il tutto causando non solo la delusione dell’appassionato, che ha almeno la competenza per tutelarsi da quella che a tutti gli effetti è una frode, ma generando ulteriore confusione e disaffezione nei confronti del pubblico più ampio e trasversale.

Per questo motivo, Unionbirrai, l’associazione che rappresenta i piccoli birrifici indipendenti, e l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF) hanno deciso di rinnovare la loro collaborazione: un protocollo d’intesa triennale che punta a proteggere una denominazione, quella di birra artigianale appunto, troppo usata a sproposito come semplice esca per il marketing, dando adito a pratiche commerciali poco trasparenti.

L’accordo per tutelare la birra artigianale

vittorio ferrarisVittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai

In base a questo accordo, Unionbirrai avrà un ruolo di controllo attivo sul campo: l’associazione si impegna infatti a segnalare all’ICQRF eventuali casi sospetti o usi impropri del termine artigianale che potrebbero trarre in inganno chi acquista, con un occhio di riguardo per quello che succede negli scaffali della grande distribuzione, durante le fiere o nelle pubblicità. Oltre alle segnalazioni tempestive, Unionbirrai preparerà ogni anno, entro il primo novembre, un report dettagliato sulle criticità del settore per aiutare l’Ispettorato a programmare meglio i controlli per l’anno successivo.

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Un pilastro fondamentale di questa strategia di trasparenza dovrà essere il portale Know Your Beer, presentato recentemente alla Camera dei deputati e promosso dall’European Beer Consumers’ Union (EBCU) insieme a Unionbirrai. Si tratta di uno strumento digitale pensato per i consumatori che vogliono sapere esattamente cosa finisce nel loro bicchiere, offrendo informazioni chiare e verificabili su sei elementi chiave: ingredienti e allergeni, origine e produttore, stile e gradazione alcolica, marchi di certificazione, tracciabilità e, non meno importante, la freschezza del prodotto.

Nelle birre con l’uva (le IGA) c’è l’uva, ma solo da oggi si può scrivere in etichetta Nelle birre con l’uva (le IGA) c’è l’uva, ma solo da oggi si può scrivere in etichetta

Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai, ha spiegato con estrema chiarezza il valore di questa collaborazione: “Il rinnovo di questo protocollo rappresenta un passaggio importante per tutto il comparto brassicolo artigianale italiano. Negli ultimi anni il mercato è cresciuto, ma parallelamente sono aumentati anche gli utilizzi impropri della definizione di birra artigianale, spesso usata come semplice leva commerciale da soggetti che non possiedono i requisiti previsti dalla legge. Difendere questa denominazione significa tutelare i consumatori, garantire trasparenza e proteggere il lavoro dei piccoli birrifici indipendenti che investono ogni giorno in qualità, identità e territorio.”

Oltre alla collaborazione con le autorità, resta importantissima la diffusione della cultura: “Desidero, inoltre, ringraziare il direttore dell’ICQRF, Felice Assenza, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti del nostro comparto e per aver creduto nel valore di una collaborazione concreta tra istituzioni e associazioni di categoria. Il rapporto con ICQRF rappresenta uno strumento importante di tutela e di leale concorrenza. Unionbirrai, grazie al radicamento nel settore e al contatto costante con produttori, operatori e consumatori, può contribuire a individuare situazioni critiche e fornire elementi utili alle attività di vigilanza. Allo stesso tempo è fondamentale continuare a investire sulla cultura della birra artigianale e sulla corretta informazione, affinché il consumatore possa riconoscere davvero ciò che acquista“.