La cannabis legale tra panini, senape e caviale

Dopo un 2025 difficile, l'industria della cannabis legale negli USA cerca di ampliare il mercato.

La cannabis legale tra panini, senape e caviale

A Chicago si è scelto di celebrare il National Hot Pastrami Day con un abbinamento davvero stupefacente (promettiamo che è la prima ed ultima battuta sul tema che troverete in questo articolo): un noto deli e un dispensario locale hanno infatti deciso di offrire ai clienti dei panini gratuiti conditi con una speciale senape infusa alla cannabis.

Un’iniziativa il cui fine va ben al di là di una promozione spiritosa o di co-marketing per un evento, ma che vuole mettere in luce le difficoltà di un settore reduce da un anno tutt’altro che facile.

Senape e Cannabis

pastrami panino

Jonny Boucher, direttore marketing di Ivy Hall, una catena di negozi di cannabis nell’area di Chicago, ha spiegato -intervistato dal Guardian- che non si tratta di un esperimento isolato, ricordando che “un anno fa, abbiamo realizzato la pizza infusa più grande del mondo con Paulie Gee’s”. L’idea è quella di testare il mercato per capire cosa entusiasmi davvero le persone, avvalendosi anche di esperti tecnici. Boucher ha infatti dichiarato che “abbiamo uno scienziato alimentare che lavora con noi su come potremmo infondere correttamente le cose e poi portarle potenzialmente sul mercato”.

Questa spinta verso l’innovazione culinaria non nasce solo dalla creatività, ma anche da necessità economiche: il 2025 è stato infatti un anno complicato per l’industria legale della cannabis, tra calo degli investitori, eccesso di offerta e una tassazione elevata che rende difficile l’accesso ai servizi bancari, una congiuntura che impone alle aziende la ricerca di nuovi modi per distinguersi.

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Inizialmente Boucher aveva pensato di usare i bagel, ma la bollitura ad alte temperature rischiava di disattivare le proprietà della cannabis, da qui la scelta della senape. Aaron Steingold, fondatore del deli coinvolto, ha approvato la scelta spiegando che “la senape bruna è sicuramente la cosa tradizionale da servire con il pastrami”.

Secondo Steingold, il mix funziona perché “la cannabis non influisce troppo sul sapore, quindi si ottiene solo un classico sapore di senape bruna, che è perfetto per la carne”. Boucher ha aggiunto che l’obiettivo era chiaro: “volevamo rimanere il più fedeli possibile al panino”. Un atteggiamento conservativo che però non mette d’accordo tutti. James Loud, un esperto selezionatore di cannabis ed ex chef, preferisce invece esaltarne le note aromatiche e predilige l’abbinamento al posto dell’infusione.

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Durante un evento esclusivo a Las Vegas, Loud ha proposto abbinamenti ben più arditi: “ho affittato la villa di Phyllis McGuire e abbiamo fatto una grande festa e una delle stelle della festa era il caviale”. Gli ospiti venivano immersi in una nebbia di terpeni prima di mangiare, aggiungendo che “così si ottiene questa esperienza sensoriale complessiva che è molto più profonda del solo caviale o dei terpeni”. Loud solleva anche dubbi tecnici sulle infusioni, poiché spesso utilizzano distillati che offrono un effetto meno complesso rispetto allo spettro completo della pianta. Inoltre, c’è il problema della tempistica degli effetti. Loud ha affermato chiaramente: “voglio che le persone sentano gli effetti immediatamente”.

Al contrario, un panino mangiato allo stadio potrebbe far sentire i suoi effetti solo dopo diverse ore. Oltre agli aspetti tecnici però, ci sono anche quelli burocratici e finanziari. Loud sottolinea che “i ristoranti operano con un profitto dal 5% al 7%. Pensa a quanti soldi devi fare per guadagnarti da vivere decentemente come proprietario”, e pure la gestione delle normative sulla cannabis rende tutto più difficile, come ha sottolineato con ironia: “il mio avvocato mi dice costantemente: lascia perdere”.