di Elisa Erriu 27 Ottobre 2020
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Dopo un lungo “sogno”, un brusco, bruttissimo risveglio: La Locanda dei Girasoli, noto ristorante-pizzeria di Roma che aveva fatto dell’inclusione sociale la sua forza peculiare, dopo 20 anni è stata costretta ad abbassare le saracinesche.

Lo hanno annunciato con un post su Facebook:  a causa dell’ultimo Dpcm e la chiusura imposta alle 18, per la Locanda dei Girasoli, aperti solo a cena, significa chiusura forzata e la fine di un sogno. Infatti era un magnifico sogno divenuto realtà, l’esperimento messo in piedi da I Girasoli Onlus e ora gestito da Enzo Rimicci.

Il ristorante di via di Sulpici è da più di vent’anni un esempio di inclusione e formazione: al lavoro, tra sala e cucina, ci sono 19 dipendenti, tutti assunti a tempo indeterminato. 12 di loro sono affetti da sindrome di Down tra i 27 e i 45 anni, con le mansioni di aiuto cuochi, pizzaioli, capo sala e camerieri.

Ha rischiato numerose volte di chiudere, anche prima del Coronavirus, ma quest’anno dopo la prima batosta di un calo del 70% del fatturato a causa del lockdown a Marzo, ora con il nuovo ostacolo con la chiusura alle 18, il sogno finisce. «Eravamo aperti solo a cena, con l’ultimo Dpcm non è più possibile. Quindi chiudiamo anche se io non vedo il motivo di misure di questo tipo. Nessuno dice che ci siano stati dei focolai nei locali. Questa è una presa in giro», ci ha spiegato Rimicci.

«I nostri clienti, a causa del Covid, uscivano meno, volevano spendere meno e così abbiamo avuto un crollo. Siamo passati, anche a causa del distanziamento sociale da rispettare, da 3.000 coperti al mese a 400. E il ristoro ottenuto dal governo è stato di 8mila euro in quasi tre mesi».

Sul post fanno sapere che la chiusura è “fino a nuove ordine“, ma «adesso tutti ci chiedono “e adesso che facciamo?” e noi non sappiamo cosa rispondere. Stavolta non so cosa succederà nei prossimi mesi, se ce la faremo, se riapriremo. Io mi attiverò in tutti i modi, farò il possibile, lo giuro».

[ Fonte: Open ]