Se le Olimpiadi di Parigi avevano puntato sull’inclusività culturale, fornendo agli atleti nelle mense olimpiche piatti provenienti da ogni nazione del mondo, noi abbiamo scelto un’altra strada, quella dei carboidrati italici, in nome del mantra: “Tanto la pasta piace a tutti”. E potrebbe non essere stata un’idea sbagliata, dato chei a Parigi, nonostante l’attenzione per l’inclusività, le mense olimpiche avevano ricevuto molte critiche perché il cibo non sarebbe stato sufficiente né sufficientemente calorico.
Reuters riporta fin dal 3 febbraio opinioni positive degli atleti, in particolare quella di Jenning de Boo dei Paesi Bassi: “Non è un ristorante Michelin, ma lo trovo adeguato”, ha detto. “Ho mangiato pasta, insalata e pollo. Dunque c’è tutto quello di cui un atleta ha bisogno.”
Nelle mense di Milano Cortina 2026 infatti si mangia soprattutto la pasta a forma di cinque anelli olimpici, firmata da Carlo Cracco. Il New York Times ha riportato che la responsabile food & beverage del comitato organizzatore olimpico italiano, Elisabetta Salvadori, ha dichiarato che vengono serviti 600 chilogrammi di pasta ogni giorno nelle tre mense olimpiche (Milano, Cortina e Predazzo)
La maggior parte degli atleti pare molto contenta, anche se ci sono alcune voci fuori dal coro, come Gleb Smolkin, il pattinatore georgiano che lamenta troppa monotonia nelle cucine olimpiche e l’assenza di cibo russo o georgiano, come riporta la Gazzetta dello Sport lo scorso 13 febbraio.
Comunque la maggior parte degli atleti mangia la pasta olimpica ed è contenta, e non è improbabile in questi giorni imbattersi in articoli di giornale e servizi televisivi, di stampa italiana ed estera, che raccontano come la pasta olimpica sia diventata virale tra gli atleti. Sulla NBC di Los Angeles come su Sky TG24 la notizia si fa strada, postando foto e video degli atleti che la mangiano soddisfatti e offrendo addirittura la ricetta del sugo: salsa di pomodoro arricchita con acciughe, capperi e abbondante Parmigiano.
Addirittura il canale Instagram ufficiale delle Olimpiadi dedica un carosello di foto alla pasta:
Che dire: guardando le foto di questa pasta, a volte servita con la salsa a parte, nemmeno saltata in padella e amalgamata con quintali di Parmigiano fino ad assumere la consistenza di una malta, il tutto ci sembra un po’ triste. Certo, come confessano gli atleti, le mense olimpiche non sono ristoranti fine dining, ma non c’era un modo meno grottesco di celebrare la pasta? Un modo un po’ più autentico e meno pensato apposta per il TikTok degli atleti-influencer? Il trend, molto più presente su TikTok che su Instagram (non cercatelo su quest’ultimo, non lo troverete), è tutto fatto da profili di atleti non italiani. Sarà un caso? Ai posteri…