I prodotti a marchio del distributore (MDD) sono tutte quelle referenze in vendita nei supermercati che portano lo stesso marchio dell’insegna, o quantomeno sono riconoscibilmente legati a essa. Ogni catena ha i suoi, a volte anche più di una linea, una di primo prezzo e un’altra premium, spesso legata a ingredienti del territorio o a denominazioni di qualità. Gli MDD nascono negli anni ‘80 come alternative più convenienti ai classici prodotti di marca, e il loro successo è stato immediato, e inarrestabile: nel 2024 hanno generato un fatturato di 26 miliardi di euro, che li qualificherebbe come quarta realtà economica in Italia, se si trattasse di un’azienda esistente.
Una realtà in crescita
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Gli MDD hanno registrato una crescita del 2,4% nell’ultimo anno, e dal 2019 un vertiginoso +35%, dimostrandosi ormai una presenza fissa nei carrelli delle famiglie. Uno dei motivi principali è sicuramente il prezzo, e si stima che, confrontando i listini con i prodotti di marca omologhi, abbiano generato un risparmio complessivo di 19,8 miliardi di euro tra il 2020 e il 2024.
I dati provengono dallo studio “Il ruolo guida della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore per la transizione sostenibile della filiera agroalimentare”, condotto da condotta dall’azienda di consulenza The European House – Ambrosetti (TEHA) e che verrà presentato nei prossimi giorni durante il MARCA, Il salone internazionale della Marca del Distributore, in programma presso BolognaFiere.
Questi prodotti si dimostrano non solo occasione di risparmio per i consumatori, ma anche fonte di aumento di fatturato per la GDO. Sempre secondo questa analisi infatti, i supermercati il cui fatturato è fatto almeno all’80% da MDD, crescono più degli altri. Nel periodo dal 2015 al 2023 infatti hanno registrato aumenti medi dell’8,5% all’anno, rispetto al 3,9% generale.
