L’agricoltura Ue si avvia alla ripresa

Il rapporto sulle previsioni a breve termine della Commissione europea evidenzia come le riaperture avranno benefici a cascata su agricoltura e allevamento, stimolando prezzi, produzione e vendita.

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La ripresa economica c’è, e il settore agricolo e dell’allevamento ne beneficeranno. È quanto si legge nell’ultimo short-team report della Commissione europea, le analisi e previsioni a breve termine che tre volte all’anno l’organo della Ue tira fuori. Una situazione comunque influenzata principalmente dall’evoluzione della pandemia da Covid-19: tra la campagna vaccinale che prosegue e le varianti che preoccupano, le riaperture dei ristoranti e di tutte le attività fuori casa dovrebbero trainare anche il food.

Per quanto riguarda i seminativi, cereali e simili, i prezzi sono aumentati negli ultimi mesi a causa dell’elevata domanda e dell’incertezza circa il calo del rapporto scorte/consumo a livello mondiale per alcune materie prime. I flussi commerciali dell’UE dovrebbero diminuire nel 2020-2021. Le esportazioni di frumento potrebbero diminuire del 27% su base annua, mentre le importazioni di granturco e di semi di soia potrebbero scendere rispettivamente a 16,5 milioni di tonnellate e a 14,6 milioni di tonnellate. Le esportazioni di zucchero potrebbero scendere al minimo storico di 0,8 milioni di tonnellate, mentre si stima che le importazioni di colza rimangano elevate a causa della limitata ripresa della produzione interna dell’UE e di una forte domanda di oli vegetali. La campagna 2021-2022 potrebbe registrare una ripresa della produzione cerealicola dell’UE, alleggerendo la pressione sui prezzi.

La produzione di arance dell’UE ammonta a 6,6 milioni di tonnellate nel 2020-2021. La percentuale di arance utilizzate nella trasformazione potrebbe aumentare. Si prevede che la domanda di arance fresche rimanga a un livello elevato. La produzione di mele nell’UE rimane stabile a 11,5 milioni di tonnellate nel 2020-2021. Le esportazioni dell’UE dovrebbero continuare a diminuire a causa della forte domanda interna e dei conseguenti prezzi elevati.

Nel 2021 si prevede un aumento della produzione di latte nell’UE, dovuto a un aumento della resa (+ 2%), che dovrebbe più che compensare il continuo declino del bestiame da latte in Europa. La buona domanda mondiale e dell’UE dovrebbe migliorare ulteriormente con la riapertura dei servizi di ristorazione, soprattutto nella seconda metà del 2021. Potrebbe continuare a sostenere i prezzi dei prodotti lattiero-caseari dell’UE, traducendosi in un aumento dei prezzi del latte crudo dell’UE pagati agli agricoltori. Il consumo di formaggi e burro nell’UE potrebbe beneficiare in modo particolare della ripresa dei servizi di ristorazione, mentre le vendite al dettaglio di tali prodotti dovrebbero rimanere a un livello più elevato rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Invece, la produzione di carni bovine dell’UE dovrebbe diminuire leggermente nel 2021, principalmente a causa di un adeguamento strutturale nel settore delle carni bovine e lattiero-caseario associato a una minore domanda. Le esportazioni verso mercati di valore elevato dovrebbero continuare ad aumentare grazie ai recenti accordi commerciali, come quelli con  Canada e Giappone. Il settore avicolo, infine, come si legge nel rapporto, continua a crescere lentamente nell’UE. Sebbene si preveda una ripresa degli scambi commerciali, le misure anti COVID-19 adottate dall’UE e l’influenza aviaria hanno esercitato un’importante pressione al ribasso sul mercato.

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