di Valentina Dirindin 17 Maggio 2021
ape nera del Ponente ligure

C’è un nuovo arrivato nel mondo dei Presidi Slow Food: è l’ape nera del Ponente ligure. “È simbolo della biodiversità che celebriamo oggi giorno”, spiega Slow Food nel presentare il nuovo Presidio, “ancor più del suo miele, viene riconosciuto il valore di un ecotipo locale, capace di evolversi, adattarsi e resistere alle minacce esterne”.

Un nuovo progetto di tutela non del tutto usuale, visto che  non riguarda un alimento bensì un animale (anche se non è la prima volta che succede) e che prende il via, non casualmente, in occasione della Giornata mondiale delle api. Un invito a salvaguardare l’ecosistema delle api in generale, che si trova oggi ad affrontare seri pericoli, per via degli effetti disastrosi del cambiamento climatico, e dell’utilizzo di pesticidi in agricoltura.

In particolare, questo tipo di ape – spiega Slow Food – deve fare i conti anche con l’erosione genetica. In altre parole, l’ape nera del Ponente ligure rischia di scomparire a causa dell’introduzione reiterata, da parte dell’uomo, di altre sottospecie di api o di ibridi commerciali.

“È un ecotipo molto resistente, direi quasi rustico, ma sa anche essere molto generoso ed economicamente vantaggioso nell’allevamento proprio perché già adattato al proprio ambiente e in continua evoluzione con esso” spiega Fabrizio Zagni, apicoltore, tecnico apistico di Apiliguria, referente dei tre produttori del Presidio. “Per noi, il Presidio Slow Food è il riconoscimento di un lungo e silenzioso percorso, che continua tuttora, fatto da apicoltori e ricercatori insieme”.

E con l’annuncio di questo nuovo Presidio Slow Food lancia anche una raccolta firme per chiedere all’Unione europea di porre fine all’uso di pesticidi nocivi, principali responsabili della moria di api, con l’obiettivo di arrivare a un milione di adesioni.