Il 2025 dei consumi fuori casa è stato caratterizzato da un andamento contrastante, che ha visto un aumento in valore a fronte di un calo della clientela: il mercato ha infatti raggiunto il valore di 102 miliardi di euro, segnando un incremento dell’1,5 per cento ma una diminuzione delle visite totali dell’1,1 per cento.
Questo scenario è emerso durante l’evento AWAY 2026 – Scenari, nuovi riti e opportunità per la Marca nei consumi fuori casa, organizzato da Centromarca a Milano.
Iran e approvvigionamenti a rischio

Francesco Mutti, presidente di Centromarca, ha illustrato la situazione attuale evidenziando le sfide poste dal contesto geopolitico: “Stiamo vivendo uno scenario in continua evoluzione. L’escalation del conflitto in Iran sta producendo effetti tangibili sulle catene di approvvigionamento rendendo più difficile per le imprese pianificare le proprie attività. Criticità che si riflettono sui consumi, e in particolare sul turismo e il canale horeca, che più di altri, reagiscono in modo immediato all’evoluzione del contesto economico: dalle scelte di consumo, fino alla ridefinizione delle priorità di spesa delle famiglie italiane.”
Secondo il presidente, le previsioni sono a rischio: “Auspichiamo una rapida risoluzione del conflitto, per non compromettere le stime di crescita del comparto che, per il 2026, si attestavano sui 106 miliardi di euro. In un mercato rilevante come l’out of home, le aziende devono saper intercettare i nuovi bisogni dei consumatori. In questo scenario Centromarca si propone come l’interlocutore chiave per favorire il dialogo strategico tra industria e retail”.
Colazione, pranzo e cena fuori: generazioni a confronto

I dati presentati mostrano una forte polarizzazione tra i diversi canali di vendita. Mentre le catene della ristorazione crescono dell’1,1 per cento e la ristorazione tradizionale segna un più 0,6 per cento, si registrano difficoltà per i bar diurni e serali, oltre a una contrazione marcata per i servizi di asporto e consegna a domicilio. A livello demografico, i Baby Boomer trainano il mercato con una crescita delle visite del 3 per cento, mentre la Generazione X manifesta la sofferenza maggiore con un calo del 5,6 per cento.
Una percezione confermata dai dati è quella della colazione come nuovo vero momento di aggregazione per i giovani. Il fiorire di nuovi locali specializzati in caffetteria moderna e viennoiserie sembra infatti essere sostenuto dai numeri della ricerca: nonostante una flessione dell’1,2% nel valore generale del segmento, con la Gen Z che fa registrare un incremento del 15 per cento di uscite, complice anche un scontrino medio tutto sommato contenuto e inferiore ai 3 euro, per il quale sono comunque previsti rincari a breve.
Il pranzo genera un volume d’affari di 27,4 miliardi di euro, ma risente della concorrenza della grande distribuzione che vede crescere le vendite di pasti pronti mentre, a sorpresa, l’aperitivo risulta essere l’occasione più colpita dalla crisi, con una riduzione delle visite del 5,8 per cento, insieme al già famigerato calo nel consumo di bevande alcoliche come birra e vino, che porta a una flessione del valore complessivo del 6,2%, scendendo a 3,9 miliardi di euro. Una svolta epocale per le abitudini italiane, figlia di un insieme di cause come la perdita del potere d’acquisto, le tendenze salutistiche e una fisiologica fine della moda, che per i giovanissimi sembra appartenere a un tempo andato.
La cena rimane l’occasione regina per valore economico, raggiungendo i 37,2 miliardi di euro, ma anche qui cambiamenti importanti sono in corso: i consumatori stanno riducendo l’acquisto di dolci e alcolici a favore di piatti unici.
In questo contesto così in divenire, il consumatore italiano appare sempre più selettivo e orientato al risparmio, ma non vuole comunque saperne di rinunciare all’esperienza del fuori casa. Per descrivere questo atteggiamento, gli analisti di Nomisma utilizzano come parola chiave “ripensamento”: si nota una crescente attenzione alla qualità, al benessere fisico e mentale, con una preferenza per prodotti free-from o con benefici funzionali specifici.
Un ruolo determinante per la tenuta del comparto è svolto dal turismo, che nel 2024 ha registrato un record di presenze in Italia. Si stima che nel 2025 i turisti destineranno alla ristorazione tra i 55 e i 65 miliardi di euro, generando scontrini medi superiori del 20-40 per cento rispetto ai residenti e mostrando una spiccata propensione per prodotti premium e tipicità locali.

