Latte vegetale: in Italia è tassato più che nel resto dell’UE

Secondo il MeatAtlas2021, l'Italia è il paese europeo che tassa maggiormente il latte vegetale: il 450% in più rispetto a quello di origine animale.

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Per l’Italia il latte vegetale è da considerarsi bene di lusso, e come tale va tassato. Una linea di pensiero che, al confronto con gli altri paesi europei, piazza la nostra bella penisola al primo posto tra chi tassa di più questi prodotti. Eh sì, perché se l’imposta del latte vaccino è appena del 4% (essendo considerato un bene di prima necessità) il latte vegetale può vantare uno stellare 22%, cioè il 450% in più.

Un gap di tassazione che ben si allontana da quello di paesi come la Francia, i Paesi Bassi o il Belgio, che invece applicano a entrambi i prodotti la stessa Iva.

Si tratta di dati emersi dal MeatAtlas2021, un recente report finanziario della Commissione Europea, che incentiva a non ostacolare con barriere economiche il consumo del latte vegetale. Secondo lo studio, infatti, è necessario ridurre drasticamente il consumo di carne e derivati fino a dimezzarlo per salvaguardare il clima. Un obiettivo arduo, ben allineato e sinergico alla strategia Farm To Fork per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

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“Da soli i cinque giganti della carne e del latte, JBS, Tyson, Cargill, Dairy Farmers of America e Fonterra, producono più emissioni all’anno dei grandi produttori di petrolio come Exxon, Shell o BP”, sottolinea il report. L’invito agli stati membri è quello di implementare disegni politici atti a incentivare la riduzione del consumo di carne e derivati, magari proprio seguendo l’esempio opposto dell’Italia: tasse più alte per la carne e più basse per i prodotti vegetali.

C’è da dire, però, che anche in Italia si tenta di andare nella direzione giusta: nell’Agosto del 2018, infatti, la senatrice Paola Taverna (M5S) aveva provato a introdurre un disegno di legge per ridurre l’Iva sui latti vegetali al 5%. Il provvedimento, purtroppo, non fu mai approvato.

Inoltre, secondo uno studio Swiss Federal Institute of Technology, oltre il 50% dei cittadini cinesi, tedeschi e statunitensi sarebbero favorevoli a una transizione più green che tassi più severamente la carne. Con questi dati alla mano, il MeatAtlas2021 sostiene che i cittadini europei sarebbero pronti a limitare il consumo di carne e derivati, ma la lamenta la presenza di gruppi di interesse che frenano questo tipo di misure.

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