di Valentina Dirindin 3 Agosto 2019
lettere

Alla fine, la consulenza della procura ha confermato i sospetti: erano in effetti buste al veleno (seppur per fortuna non letali) le lettere di minaccia giunte la scorsa primavera alle multinazionali del cibo italiano come Lavazza, Ferrero, Illy, Balocco e Caffè Vergnano.

In totale, almeno una ventina di aziende del settore food avevano ricevuto, ad aprile scorso, lettere contenenti quello che poi si è rivelato essere un composto di foglie triturate di oleandrina, insieme alla minaccia di contaminare tutti i prodotti: biscotti, merendine, gelati e surgelati, inscatolati vari, confezioni di caffè, tavolette di cioccolata e quant’altro fosse uscito dagli stabilimenti coinvolti.

Gli aspiranti terroristi alimentari chiedevano 300 mila euro in bitcoin per non far partire l’offensiva. Al momento si procede ancora contro ignoti, ma gli esami svolti dai professori dell’università di Torino hanno effettivamente appurato che le lettere contenevano questa sostanza tossica, potenzialmente letale se assunta allo stato decotto o se consumata in misura rilevante nell’ordine di centinaia di grammi.

Il termine fissato nelle lettere di minaccia per pagare il “riscatto” richiesto era il 20 maggio scorso, e nelle lettere compariva la firma di un sedicente gruppo denominato “Quick & Flupke associati”, con riferimento ai famosi personaggi della serie di fumetti inventata dal vignettista di origine belga Hergè.

[Fonte: La Repubblica | Immagine: Pixabay]