La Stirling Distillery, situata proprio sotto le mura del castello della città scozzese, sta conducendo dei test per valutare la possibilità di vendere il proprio whisky in bottiglie di alluminio: un’iniziativa che potrebbe essere considerata un’eresia da molti appassionati legati alla storicità del vetro, ma che mira a rendere l’industria più sostenibile e a ridurre le emissioni di carbonio.
Mentre l’alluminio è già ampiamente utilizzato per bibite e cocktail pronti all’uso, il suo impiego in un settore tradizionale come quello del whisky è stato finora evitato, ma sembra che qualcosa si stia muovendo.
Whisky in bottiglia di alluminio

I vantaggi ambientali dell’alluminio rispetto al vetro sono notevoli ed evidenti: le bottiglie di alluminio possono essere il 90% più leggere e molto più sottili, il che riduce i costi di spedizione e il consumo energetico.
Inoltre, l’alluminio è più facilmente riciclabile; una ricerca dell’Università di Southampton ha rilevato che l’alluminio riciclato ha credenziali ambientali superiori sia rispetto al vetro nuovo che a quello riciclato. Kathryn Holm, direttrice marketing della Stirling Distillery, ritiene che i consumatori più giovani, che tendono a bere meno alcol, potrebbero essere motivati da una maggiore attenzione all’ambiente.
Riguardo alla sfida di mercato, Holm ha affermato: “Al momento è abbastanza difficile convincere qualcuno a pagare 100 sterline per un whisky che arriva in una bottiglia di alluminio. Ma questo potrebbe essere fatto bene, e darebbe alle persone l’opzione di un imballaggio sostenibile. Non sapremo davvero quale sia la domanda finché non lo metteremo sul mercato”.
Tuttavia, il passaggio all’alluminio presenta delle complessità. Gli scienziati della Heriot-Watt University hanno scoperto, tramite microscopio elettronico, che tracce di alluminio erano filtrate nel whisky durante i test: la colpa potrebbe essere dell’elevata gradazione alcolica del whisky (circa 49% abv), che ha degradato il rivestimento interno della bottiglia.
Questo reazione potrebbe alterare la composizione chimica, il gusto e la sensazione al palato del distillato. Il dottor Dave Ellis ha infatti sottolineato: “La grande domanda è: esiste una lattina di alluminio disponibile in commercio che abbia un rivestimento in grado di gestire liquori della gradazione del whisky? Non conosco la risposta a questa domanda”.
Nonostante le difficoltà tecniche, l‘intero settore è impegnato nella ricerca per ridurre la propria impronta di carbonio e rispondere ai cambiamenti nella consapevolezza dei consumatori.
Ron MacEachran, presidente esecutivo della Harris Distillery, che ha già testato ricariche di gin in alluminio, ha commentato la situazione attuale: “C’è sicuramente un cambiamento epocale, una serie di fattori che influenzano i comportamenti, e sarà molto interessante vedere come l’industria scozzese del whisky e dei liquori ne uscirà alla fine”.

