Le proteste dei dipendenti di Starbucks sono diventate un documentario con Susan Sarandon

Negli Stati Uniti i dipendenti si sono visti negare il ricorso al sindacato da ormai 5 anni e la multinazionale nega l'evidenza.

Le proteste dei dipendenti di Starbucks sono diventate un documentario con Susan Sarandon

Nel 2021 i lavoratori di Starbucks a Buffalo hanno lanciato una campagna di sindacalizzazione che è stata una delle più importanti della storia recente degli Stati Uniti, anche per la violenza con cui l’azienda ha rifiutato le richieste sindacali (in città era addirittura arrivato il miliardario Howard Schultz, storico CEO e figura chiave nella trasformazione di Starbucks in un marchio globale, nel tentativo di fermare gli sforzi per la sindacalizzazione).

Ora quella battaglia è diventata un documentario, dal titolo: Baristas vs Billionaires, destinato a far parlare di sé, non fosse altro che per le personalità coinvolte. La voce narrante, infatti, è quella di Susan Sarandon, mentre Alec Baldwin è il produttore associato; il film è stato diretto e scritto da Mark Mori, documentarista con il suo attivo una candidatura agli Oscar e un Emmy Award vinto per un documentario del 2001 sulla sparatoria della Kent State University.

In un’intervista al Guardian, Mori ha raccontato che la sua precedente esperienza come operaio siderurgico, membro del sindacato United Steelworkers e attivista politico aveva influenzato la sua decisione di dedicarsi al progetto.

Il racconto di Mori e di Sarandon si snoda in una serie di interviste ai lavoratori di Starbucks che raccontano le situazioni problematiche e le difficoltà personali che vivono: in sostanza non guadagnano abbastanza per potersi permettere di rimborsare i prestiti universitari o di avere una famiglia. Il regista ha infatti sapientemente contestualizzato questo movimento all’interno della crisi dell’industria nel Midwest degli Stati Uniti. «Molti di questi ragazzi sono figli o nipoti degli operai siderurgici della Bethlehem Steel di Buffalo, dei lavoratori dei silos per il grano di Buffalo, di tutte quelle fabbriche sparse nella Rust Belt che sono state chiuse. I loro genitori e i loro nonni hanno perso le pensioni, hanno perso le case, e questi ragazzi non vedono alcun futuro», ha detto Mori al Guardian.

Come funziona la richiesta di aderire a un sindacato negli Stati Uniti?

sede starbucks chiusa

Il diritto del lavoro degli Stati Uniti prevede che i lavoratori votino l’opzione di aderire a un sindacato, è proprio questo il la che ha lanciato la sede di Starbucks di Buffalo, in cui i lavoratori hanno votato per aderire alla Starbucks Workers United e da lì il voto si è esteso ad altre 700 sedi del gruppo. I lavoratori hanno vinto da un punto di vista dei voti già nel 2021 (occorre che almeno il 30% voti a favore), ma Starbucks non ha mai accettato la negoziazione con il sindacato, e dunque le richieste dei lavoratori sono ancora inascoltate.

C’è una rivolta seria contro Starbucks in Corea del Sud C’è una rivolta seria contro Starbucks in Corea del Sud

Tra le richieste dei lavoratori c’è la paga minima di 17 dollari l’ora, ma soprattutto la possibilità di organizzarsi in sindacato.

I giudici amministrativi e il National Labor Relations Board hanno stabilito che Starbucks ha commesso più di 500 violazioni delle leggi sul lavoro, inoltre ha ricevuto centinaia di accuse per comportamenti che violano i diritti dei lavoratori previsti dal National Labor Relations Act, soprattutto il diritto di organizzarsi in un sindacato e di partecipare alla contrattazione collettiva.

Intervistati dal Guardian, i portavoce di Starbucks hanno affermato che l’azienda è sana, il turnover è molto basso e c’è la fila di richieste per lavorare con loro.

Al momento il film è disponibile soltanto attraverso proiezioni programmate, anche se è in fase di definizione un accordo per la distribuzione.

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