Ormai con la shrinkflation abbiamo imparato a conviverci: le quantità di prodotto nelle confezioni sempre inferiori a parità di prezzo, e pacchetti di biscotti o patatine con dentro più aria che snack sono ormai diventate la triste normalità. A tutto c’è un limite però, e quando la pratica di ridurre il peso dei prodotti acquistati sembra diventare un po’ troppo subdola anche per gli standard attuali, arrivano le conseguenze nefaste.
È il caso di una recente battaglia legale in Germania, dove il tribunale regionale di Brema ha stabilito che la Mondelez, l’azienda che produce la Milka, ha effettivamente ingannato i consumatori in modo particolarmente infido. Il caso riguardava la classica tavoletta Alpenmilch, che è passata da 100 a 90 grammi diventando un millimetro più sottile, mentre la confezione viola è rimasta quasi identica. Per i giudici, questo trucchetto ha violato le leggi sulla concorrenza perché i clienti non venivano informati adeguatamente del cambiamento.
Il prodotto “Bidone dell’anno” 2025

La Mondelez ha provato a difendersi spiegando di aver comunicato la riduzione del peso sul proprio sito e sui social, citando l’aumento dei costi delle materie prime come cacao e latte: una spiegazione che non ha convinto il tribunale, che ha ribadito come il problema non fosse la confezione in sé, ma la discrepanza tra il contenuto reale e l’aspettativa visiva creata in anni di acquisti da parte dei consumatori. A rincarare la dose ci hanno pensato i cittadini tedeschi, che hanno votato il prodotto come bidone dell’anno 2025.
Davanti alla sentenza, un portavoce della Mondelez ha dichiarato che l’azienda sta prendendo la decisione del tribunale seriamente e la esaminerà in dettaglio. In una nota ufficiale, la società ha cercato di rassicurare il pubblico affermando che “il nostro obiettivo è sempre stato, e rimane, comunicare in modo trasparente, completo e responsabile con tutti coloro che acquistano e apprezzano i nostri prodotti”.
Eppure, durante il dibattimento è emerso chiaramente come le difficoltà economiche abbiano spinto il colosso dei dolciumi verso questa scelta, con l’azienda che ha ammesso che di conseguenza, negli ultimi anni, ha deciso di adeguare il peso di diverse tavolette Milka, ma a mancare è stata la comunicazione di queste scelte verso i consumatori. Una scarsa trasparenza che i giudici tedeschi non hanno lasciato correre.
Questa sentenza potrebbe cambiare le regole del gioco per tutto il settore alimentare, dato che la shrinkflation sta colpendo ormai di tutto, dal dentifricio al caffè. Anche altri marchi famosi come Ritter Sport sono finiti nel mirino per aver ridotto il peso di alcune varietà a 75 grammi, sostenendo paradossalmente che i consumatori preferiscono le barrette più sottili. Ora, secondo il tribunale di Brema, chiunque decida di rimpicciolire i propri prodotti dovrà inserire un avviso chiaro, comprensibile e facilmente percepibile sull’involucro per evitare di confondere chi sta solo cercando un momento di dolcezza tra gli scaffali.
