di Anna Silveri 4 Dicembre 2017

Proprio un bel pezzo di …carne. Umana, però, sotto le fattezze rotonde di una ragazza bionda, completa di miniabito rosso, tacchi a spillo e mannaia in mano, stesa su un tavolaccio da macelleria con accanto un cameriere, una testa bovina e la scritta trionfante: “quando la carne chiama… Marchiante c’è”.

Questa pubblicità è apparsa su un cartellone pubblicitario di Legnano, facendo arrabbiare gli ex assessori alla Cultura e alle Pari opportunità del Comune in provincia di Milano, disgustati nel vedere un simile campionario di giochi di parole e accostamenti sessisti.

In effetti, la pubblicità di un ingrosso di macelleria, esposta nella strada più trafficata della città, non era delle più raffinate, con la procace bionda paragonata in pratica a un quarto di bue, e le reazioni indignate hanno portato in poche ore alla rimozione del maxi cartellone, con l’azienda che commercializza carne che si è ampiamente cosparsa il capo di cenere chiedendo “scusa a tutta la cittadinanza e in particolare alle donne, non era assolutamente nostro intento offendere né tanto meno paragonare le donne a carne da consumare”.

Un errore in buona fede, insomma.

[Crediti | Repubblica]