L’84enne più celebre della pasticceria italiana, Iginio Massari, sta vivendo un nuovo momento importante per il suo impero, guidato assieme al figlio Nicola, amministratore delegato della società di famiglia. Da un lato l’imminente apertura di un complesso enogastronomico sul Lago di Garda con il primo ristorante gastronomico del gruppo, dall’altro la cessione della gestione ad Areas-MyChef non solo per i locali in aeroporti e stazioni, ma anche nei centri cittadini.
Come è solito fare, il nostro maestro pasticcere sfrutta tutte le leve del marketing e, pochi giorni fa, in occasione del suo compleanno che ricorre il 29 agosto, ha concesso un’intervista a La Cucina Italiana, affermando che il mestiere di pastry chef è troppo sottovalutato, trascurato dalle gestioni economiche dei ristoranti e che è in gran parte questa la causa del fatto che i dessert al ristorante sono modesti. Interessante che questo messaggio arrivi assieme alle dichiarazioni del figlio sulla nuova apertura di un polo gastronomico che partirà proprio dall’esperienza sul dolce, per estendersi al salato.
Da lui i dessert saranno sicuramente buoni, speriamo anche il resto.
I progetti industriali del gruppo Massari
In pompa magna, la prossima grande apertura a Gardone Riviera, nello storico Palazzo Wimmer, affacciato sul lago, di cui nel 2024 la società di Massari si è aggiudicata la concessione di una parte per 25 anni. Sulla pagina Istagram del nostro, appare una foto che con grande evidenza è stata generata con l’IA, in cui oltre al suo dolce estivo si vede sullo sfondo Gardone Riviera, quasi un messaggio subliminale.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformarlo in un nuovo polo enogastronomico, con ristorazione, eventi, aperitivi e spazi dedicati alla cultura, ma il progetto ha accumulato diversi ritardi e l’apertura, inizialmente prevista entro il primo semestre del 2025 e poi annunciata per Pasqua 2026, è stata progressivamente rinviata. Ora il debutto sembra vicino. «Sarà graduale. A breve partiamo a piano terra», ha spiegato Nicola Massari, raccontando un progetto da 240 coperti tra sale interne e porticato vista lago: qui troveranno spazio pasticceria, caffetteria, cioccolateria e una pizzeria, con l’ambizione di superare la tradizionale divisione tra il mondo dolce per cui Massari è conosciuto e quello salato. «Non è un mistero che siamo fissati nel creare grandi lievitati, in questo senso i confini tra salato e dolce sostanzialmente non esistono», ha detto, lasciando supporre la presenza di pizze e focacce, il che, anche per Massari, sarebbe una novità abbastanza sorprendente.
Nel progetto c’è anche l’apertura di un ristorante gastronomico e, nel 2027, l’arrivo sul tetto della struttura di un bar panoramico affacciato sul Garda.
L’annuncio della nuova apertura arriva quasi contemporaneamente con un’altra novità: la Galleria Iginio Massari di piazza Diaz a Milano, aperta nel 2018, passerà alla gestione di Areas-MyChef – gruppo specializzato nella ristorazione e nei servizi di food & beverage – per quanto riguarda logistica e personale, mentre a Massari resteranno il marchio e la produzione. I 18 dipendenti della società Iginio Massari Milano sono stati assorbiti da Areas-MyChef: 10 a tempo indeterminato e 8 a termine, per i quali è stata ottenuta una proroga durante il riassetto. Il sindacalista della Fisascat-Cisl, Flavio Di Matola, ha dichiarato al Giorno che la procedura si è conclusa positivamente e che l’obiettivo era evitare ricadute occupazionali.
E nello stesso articolo, Nicola Massari ha dichiarato a Il Giorno: «I rapporti eccellenti con Areas-MyChef e con il suo amministratore delegato Sergio Castelli ci hanno portato a un’evoluzione della partnership anche nel canale urbano», definendo l’operazione di piazza Diaz «primo passo di un disegno più ampio».
Anche qui le parole lasciano prevedere che la partnership con Areas-MyChef e F Retail, nata nel 2025 con l’obiettivo di portare l’alta pasticceria nei grandi luoghi di transito, probabilmente si amplierà anche ai punti vendita del gruppo nei centri cittadini. Un modo per rendere il marchio scalabile, dunque industrializzarlo ancor di più.
Inutile dire che, con questi ulteriori ampliamenti, mantenere costante in ogni luogo il livello della produzione non sarà un gioco da ragazzi: sicuramente non è un lavoro da artigiani.