Stiamo ancora solo scalfendo la superficie delle potenzialità dell’impiego dell’intelligenza artificiale nell’industria alimentare, e ogni giorno emergono nuove applicazioni che potrebbero avere un forte impatto sul mercato.
È il caso di CarVe, tecnologia sviluppata da Cargill, multinazionale statunitense e uno dei maggiori trasformatori del settore in Nord America: si tratta di un sistema di intelligenza artificiale per ottimizzare la resa di ogni carcassa utilizza la visione artificiale per individuare piccoli frammenti di carne rimasti attaccati all’osso e al grasso durante la lavorazione delle carni separate meccanicamente. Un’innovazione da film di fantascienza distopico, ma che punta a fare fronte agli aumenti dei prezzi della carne bovina negli Stati Uniti.
AI contro i rincari della carne?

I dati governativi mostrano che a gennaio i prezzi della carne macinata sono aumentati del 17 percento rispetto all’anno precedente, superando l’inflazione generale dei generi alimentari: una situazione aggravata dal fatto che il numero di bovini negli USA ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 75 anni a causa di periodi di siccità prolungati. In questo scenario, i primi test del sistema CarVe indicano che i confezionatori possono recuperare in media fino allo 0,5 percento di carne in più da ogni animale.
Florian Schattenmann, responsabile della ricerca e dello sviluppo dell’azienda, ha spiegato l’importanza di questi numeri affermando che “Alla scala in cui operiamo, questo è un risultato importante”, sottolineando inoltre come l’intelligenza artificiale sia così utile in questo settore: “Non è come assemblare un’auto, giusto? Ogni Toyota Camry ha lo stesso aspetto ed è tutto automatizzato. Ogni mucca è leggermente diversa”.
Considerando che Cargill produce circa 11 miliardi di libbre di carne bovina all’anno (circa 5 miliardi di chili), un guadagno dello 0,5 percento si traduce in circa 55 milioni di libbre supplementari, con un valore stimato di 200 milioni di dollari ai prezzi all’ingrosso attuali. Su scala industriale, un miglioramento simile potrebbe significare l’immissione nel sistema alimentare di circa 135 milioni di libbre extra di carne.
Il funzionamento di CarVe prevede la scansione in tempo reale di ogni carcassa lungo la linea di produzione per identificare la carne rossa rispetto all’osso. I dati sulle prestazioni appaiono istantaneamente su schermi accanto ai tavoli da taglio, dove le postazioni di lavoro sono contrassegnate dai colori rosso, giallo o verde per segnalare se è stata lasciata troppa carne sulla carcassa. I supervisori possono inoltre rivedere i filmati per formare i dipendenti su come estrarre la massima quantità possibile di prodotto.
Oltre alla resa della carne, Cargill utilizza l’intelligenza artificiale anche per prevedere l’affluenza dei lavoratori ai turni, analizzando variabili che vanno dagli anni di servizio alle condizioni meteorologiche, fino al calendario delle partite di football dei licei locali. Schattenmann ha commentato questo approccio dichiarando: “Alimentiamo il sistema con una quantità pazzesca di dati interni ed esterni”.
L’azienda ha chiarito che l’investimento tecnologico mira a ridurre gli sprechi e ad aumentare la produzione per singolo animale, precisando in una nota che “Producendo di più dallo stesso bestiame, CarVe migliora l’efficienza delle risorse, rafforza l’offerta e aiuta a gestire le pressioni sui costi”. Cargill ha inoltre aggiunto che il sistema “potenzia” il personale e non è progettato “per monitorare o sostituire le persone”. Attualmente, la tecnologia è attiva negli impianti di Friona in Texas e Fort Morgan in Colorado, con piani di espansione in altre strutture di confezionamento.

