Lo chef più stellato del mondo ora ha la sua grottesca statua di cera

Al Museo Grévin di Parigi è appena stata inaugurata una nuova statua che ha necessitato 6 mesi di lavori, ed è dedicata a Yannick Alléno.

Lo chef più stellato del mondo ora ha la sua grottesca statua di cera

La fama è una questione che risveglia in noi istinti animaleschi e ci fa bypassare serenamente il senso del grottesco. Yannick Alléno, per esempio, “lo chef più stellato al mondo”, ha definito “immenso” il fatto che una copia in scala 1:1 della sua figura sia entrata al museo delle cere Grévin di Parigi.

Diciamo che Alléno è solito alle iperboli. Per esempio, il fatto che il suo ufficio di comunicazione sottolinei che ha 18 stelle Michelin, che lo rendono lo chef più stellato al mondo, è un’informazione corretta, dipende però da che punto di vista la guardi: non si tratta infatti di stelle tutte attribuite al suo operato in cucina, ma delle stelle che hanno totalizzato i ristoranti che appartengono al suo gruppo.

Comunque, nello star system, anche in quello del fine dining, senza una certa spocchia non si va da nessuna parte, soprattutto adesso che il fine dining sta vivendo una bella crisi.

Il Musée Grévin per i parigini è una specie di Walk of Fame di Hollywood, meno noto di Madame Tussauds (anche se i francesi non lo ammetteranno mai); è nato circa 50 anni dopo, nel 1882, e oggi contiene oltre 250 statue di personalità che si sono distinte, non solo chef, dunque, ma gli chef rappresentati sono parecchi e tutti francesi: Paul Bocuse, Alain Ducasse, Anne-Sophie Pic, Pierre Hermé e Cyril Lignac.

Come si fa a fare una statua per il museo delle cere?

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La gestazione della statua di Yannick Alléno è durata sei mesi e ha richiesto tre appuntamenti dello chef negli atelier del Musée Grévin. A realizzare il suo doppio è stato lo scultore tedesco Claus Velte, affiancato dalle diverse professionalità che lavorano alla riproduzione dei personaggi: oltre alla modellazione del volto e del corpo, sono stati ricostruiti nei dettagli il colore della pelle, degli occhi e dei capelli, fino all’impronta dentale. I capelli naturali sono stati impiantati uno a uno, mentre per riprodurre fedelmente lo sguardo è intervenuto anche uno specialista di protesi oculari.

La statua raffigura lo chef mentre si annoda il grembiule sopra la giacca da cuoco, che Alléno ha fornito personalmente. Alla presentazione, il 13 ottobre, si è fatto un grande evento, con tanto di sipario e luci stroboscopiche. Lo chef, appena ha visto l’opera finita sul palco,  si è detto sorpreso dall’effetto del proprio doppio: «È piuttosto inquietante ritrovarsi faccia a faccia con se stessi», ha dichiarato alla rivista francese Le Chef.  E a noi sembra che inquietante sia proprio la parola adatta, chef.

Chi è Yannick Alléno?

È di sicuro uno dei nomi più importanti dell’alta cucina francese. Le sue prime tre stelle sono arrivate nel 2007, quando era lo chef di Le Meurice. Nel 2014 ha preso in gestione il Pavillon Ledoyen sugli Champs-Élysées e apre Alléno Paris, che ottiene anche lui tre stelle nel 2015. Nello stesso complesso trovano posto anche L’Abysse, bancone giapponese dedicato al sushi, e Pavyllon, il suo ristorante gastronomico in versione più informale, sulla falsa linea della bistronomia che in quegli anni cominciava a spopolare. Da lì il suo gruppo si è esteso a Monte Carlo, Londra, Dubai e Osaka.

La sua firma sono soprattutto le salse, che ha rimesso al centro della cucina contemporanea lavorando su estrazioni, fermentazioni e concentrazioni di sapore. Ora è uno di quelli a cui affidano i progetti su cui non si può sbagliare, ma anche quelli che si vendono da soli. Tra i progetti più recenti c’è, per esempio, Monsieur Dior, il ristorante della maison di moda, che ha conquistato una stella Michelin dopo soli sette mesi dall’apertura.

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