di Elisa Erriu 21 Ottobre 2020
Lombardia Matteo Salvini contrario al coprifuoco

Mentre in tutta la Regione Lombardia si attende la firma di Attilio Fontana, che darà il via al coprifuoco, il leader del partito politico dello stesso Governatore, Matteo Salvini, blocca tutto. Perché? Perché “vuole capire” le cause e le concause di questa chiusura.

Il Leader della Lega ha richiesto delucidazioni in merito alla nuova ordinanza che oggi dovrebbe essere convalidata. Questa ordinanza prevedrebbe un’ulteriore stretta rispetto a quella già in vigore, portando alla chiusura totale della Lombardia, dalle 23 alle 5 di ogni giorno: serrate le serrande di tutte le attività, vietati gli spostamenti (a esclusione dei casi eccezionali e quando comprovata la necessità). In più questa nuova ordinanza prevedrebbe anche la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità.

In merito a tutto ciò, Matteo Salvini ha voluto vederci chiaro, “perché a me piace capire le cose“, ha commentato ieri al termine del vertice con gli altri esponenti del centrodestra, aggiungendo: “Le misure in Lombardia? Ho una riunione adesso con gli assessori, i consiglieri e il governatore Fontana per capire. Prima di chiudere tutto, io voglio capire“.

Così il leader del partito leghista ha richiesto “un faccia a faccia per capire”, dato che appena tre giorni fa bollava il coprifuoco come un’idea “strampalata” mentre ora si ritrova la sua regione, guidata dal leghista Attilio Fontana, come la prima in cui quella misura “senza senso” entrerà in vigore.

Ma dalla stessa Regione Lombardia arrivano precisazioni e rassicurazioni: non ci sarà nessuno stop all’ordinanza lombarda, riferiscono fonti di Palazzo Lombardia, “uscirà oggi come previsto e non c’è stato alcun rallentamento imposto dal leader della Lega Matteo Salvini“.

Intanto, il resto del ventaglio politico si è dichiarato perplesso per questo gesto: “Fontana deve aspettare Salvini per firmare il decreto? Chi è il governatore?“, ha scritto sul proprio profilo Twitter l’ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni. “I casi sono due: se passa il coprifuoco Salvini dovrebbe dimettersi, se non passa si dovrebbe dimettere Fontana. Vediamo un po’, sono curioso”. Anche Fratelli d’Italia ha espresso “diverse perplessità” sulla decisione della giunta, presa di concerto con tutti i sindaci delle città capoluogo e su suggerimento del Comitato tecnico scientifico, che prevede 4mila ricoveri e 600 malati in terapia intensiva entro il 31 ottobre se non arriverà una stretta per frenare l’aumento dei contagi, tornati sopra i 2mila giornalieri dopo il calo di lunedì avvenuto con il dimezzamento dei tamponi.

Mentre una cinquantina di ristoratori milanesi manifestava sotto gli uffici di Fontana e molti altri proprietari dei ristoranti spiegavano che un coprifuoco per il loro settore sarebbe “la morte”, viene espressa una sentita “preoccupazione” da parte di altre figure politiche, come il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha dichiarato che spera che Fontana: “mantenga la posizione che ha condiviso con tutti i sindaci. Secondo me è un valore che in questa fase le istituzioni si parlino e condividano le decisioni e spero che non siano delle scelte di parte di un partito a modificarle, perchè qua si sta parlando della salute dei cittadini e non c’è modo di arretrare rispetto alla nostra responsabilità“.

Tra chi sostiene che non si possa perdere tempo ora, per evitare che la curva dei contagi aumenti, e chi invece afferma che “il virus non vada a letto la sera”, ancora non è certo cosa sarà dunque di questa nuova ordinanza. Fino a quando non uscirà ufficialmente.

[ Fonte: La Repubblica ]