di Valentina Dirindin 25 Agosto 2020

Un’azienda agricola di Cassina de’ Pecchi, nella Martesana, in Lombardia è stata sequestrata dalla Guardia di Fiananza con l’accusa di caporalato.

L’operazione, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Milano, è giunta al termine dell’indagine svolta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano e dalla Compagnia di Gorgonzola. L’operazione pare aver identificato uno sfruttamento della manodopera agricola nei confronti di circa un centinaio di braccianti, per lo più lavoratori extracomunitari.

Secondo le indagini, i dipendenti dell’azienda agricola erano pagati 4,50 euro l’ora, senza rispettare quanto previsto dal contratto collettivo nazionale.  Oltre a questo, a ledere i loro diritti c’erano turni di oltre 9 ore di lavoro quotidiane, e condizioni di lavoro non rispettose dei loro diritti, con una fatica fisica ritenuta oltremodo gravosa e un continuo controllo da parte dei loro responsabili.

I braccianti, a quanto sostiene la procura, venivano inoltre prima dell’assunzione presi in prova per due giorni senza alcun compenso, e spesso mandati via a seguito del periodo di prova senza giustificato motivo.

Per queste ragioni sono state denunciate sette persone, accusate del  reato di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera: i due amministratori dell’azienda, due sorveglianti dei lavoratori,  due impiegati amministrativi e un addetto alle buste paga.

Oltre alle denunce, a seguito delle indagini, sono anche stati sequestrati tutti i beni della società, per un valore di oltre 7,5 milioni di euro consistenti in 53 immobili, tra terreni e fabbricati, 25 veicoli strumentali e 3 conti correnti e la nomina di un Amministratore Giudiziario ai fini della continuità aziendale nel rispetto delle leggi vigenti.

[Fonte: Prima La Martesana]