di Nunzia Clemente 23 Gennaio 2017

L’Italia e la crisi. A forza di dati contrastanti letti sui giornali non si capisce se la gente mangia meglio o peggio, se cerca la qualità o risparmia di più, se scopre Eataly o affolla i discount, se si mette alla ricerca del ristorante giusto o compra quantità industriali di uova e farina per il “fai da te casalingo”.

Beh, il cosiddetto homemade, questa voglia di autarchia culinaria che spinge a preparare in casa pane, pasta, yogurt e conserve, è abbastanza palpabile.

Ma l’idea di farsi l’olio in casa, complice l’oggettiva difficoltà di collocare tra cucina e salotto i macchinari necessari a selezione, spremitura e imbottigliamento, non aveva ancora abitato i pensieri degli italiani. Non di quelli in possesso delle piene facoltà mentali, insomma.

Adesso però c’è Revoilution, startup italiana che ha inventato niente meno che il frantoio portatile, un robot da cucina dalle dimensioni tanto ridotte che è possibile tenerlo in casa, per produrre quel che Antonio Pagliaro, Ceo della startup di Lamezia Terme, in Calabria, definisce “olio espresso“.

Esattamente come si fa con le cialde per il caffè, basta inserisce la polpa di olive che Revoilution stessa produce in diverse varietà nell’elettrodomestico miracoloso, e in poco più di 40 minuti si ottiene una bottiglietta da 250 millilitri di olio fresco pronta per il consumo.

 

Obiettivo del giovane Pagliaro, appena trentenne e già vincitore di un Grant, il premio che l’Unione Europea conferisce agli ideatori di prodotti innovativi, era all’inizio quello di portare nelle case degli italiani un olio degno di questo nome e, allo stesso tempo, salvaguardare la biodiversità dell’olio d’oliva.

“Il 70% degli oli che troviamo sugli scaffali dei supermercati è adulterato” –spiega Pagliaro– “inoltre, quello che troviamo di solito nei negozi ha dai sei mesi a un anno e mezzo di vita. E questo non è un bene, perché con il passare del tempo l’olio perde le sue sostanze più importanti, i polifenoli.”

Bianca e verde, dalle linee avvolgenti, molto maneggevole, il dispositivo Revoilution si adatta con facilità a ogni ambiente. E’ poco più grande di una macchina da caffè a cialde o espresso: questo significa che può stare agevolmente su un ripiano della cucina.

L’impiego è di una semplicità disarmante: inseriti i cubetti di polpa di olive pressata in cubetti e già denocciolata in una fessura apposita sul coperchio, si preme il bottone per poi raccogliere l’olio nel recipiente desiderato. Mentre la polpa avanzata o che resta nella macchina può essere usata come paté.

Delle circa 500 varietà regionali di olive prodotte in Italia ne sono disponibili cinque: Taggiasca, Nocellara, Cassanese, Itrana e Coratina.

E’ stata progettata anche la macchina Revoilution Pro: un frantoio in miniatura pensato per per chi ha già a disposizione le olive e non vuole impiegare i cubetti di polpa della startup calabrese.

Terminata la lunga fase prototipale Revoilution è pronta all’industrializzazione della macchina, mentre per le polpe ha già raggiunto una partnership importante. Nel frattempo i dispositivi vengono venduti nel sito internet: quello standard, funzionante a cubetti, costa 500 euro; Revoilution Pro –il mini frantoio- circa 2.000 euro.

[Crediti | Link: Huffington Post, Revoilution]