di Valentina Dirindin 29 Giugno 2020

Almeno tre diverse macellerie sono finite nell’inchiesta della procura di Asti sulla presunta presenza di solfiti nella salsiccia cosiddetta “di Bra”.

Si tratta – per chi non lo sapesse – di un prodotto tradizionale molto noto in tutto il Piemonte e non solo. Una salsiccia particolare, da consumare preferibilmente cruda, preparata con carni magre di bovino e di suino. Anzi, tradizione vuole che in origine fosse preparata solo con carni bovine, per poter essere consumata anche dalla importante comunità ebraica che abitava il comune di Cherasco, a un passo dal braidese.

La salsiccia di Bra, viene prodotta in Piemonte, unicamente nel paese del cunneese, e viene venduta dalle macellerie associate al Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della Salsiccia di Bra. La procura di Asti ha però trovato diverse irregolarità nei prodotti venduti da alcuni commercianti locali. In particolare, pare che venissero utilzzati i solfiti per donare alla carne venduta un colore sano, nonostante la carne utilizzata non fosse freschissima.

Si configura quindi per gli esercizi commerciali coinvolti nell’inchiesta un’ipotesi di reato relativa alla vendita e commercio di sostanze alimentari non genuine come genuine. Tuttavia – rende noto l’Ansa – le macellerie coinvolte non sono state ancora chiuse.

[Fonte: Ansa]