di Marco Locatelli 31 Agosto 2020

La grandine devasta le mele del Trentino, i kiwi del Veneto e i vigneti nelle regioni del Centro Nord. Un maltempo che ha letteralmente scoperchiato le serre e distrutto le reti di protezione.

È quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della devastante ondata di maltempo che con trombe d’aria, tempeste di grandine e nubifragi ha investito le regioni del centro nord provocando a macchia di leopardo danni incalcolabili nelle campagne dove si stanno raccogliendo pere e mele ed è appena iniziata la vendemmia.

“In questa fase stagionale la grandine è la più temuta dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti ma in molte aziende anche le reti stese a protezione delle piante – sottolinea la Coldiretti – sono state devastate dalla furia del clima. Sott’acqua sono finite intere coltivazioni di ortaggi, legumi ma anche il mais e la soia necessarie per l’alimentazione degli animali nelle stalle. Molte aziende – precisa la Coldiretti – hanno perso in pochi attimi un intero anno di lavoro ma si contano anche danni strutturali con gli impianti che non potranno più produrre per molto tempo”.

“I tecnici di Coldiretti sono al lavoro per la valutazione dei danni e per l’assistenza alle aziende agricole nelle zone colpite dove si deve fare i conti anche con frane e smottamenti che ostacolano la viabilità causati dai forti temporali con precipitazioni intense che – spiega la Coldiretti – i terreni non riescono ad assorbire”.

L’ultima perturbazione fa salire il conto dei danni per milioni di euro provocati dal maltempo all’agricoltura in un pazzo agosto segnato da quasi 10 tempeste al giorno lungo tutta la Penisola tra bombe d’acqua, tornando, nubifragi e grandine dalle dimensioni anomale che hanno devastato i raccolti, secondo l’elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).