di Manuela 21 Novembre 2020
divieto

Francesco Acquaroli, il neo presidente della regione Marche, ha pubblicato una nuova ordinanza ancora più restrittiva in materia di prevenzione anti diffusione Coronavirus. L’ordinanza è la n.43 e, fra le altre cose, vieta di mangiare e bere all’aperto dopo le 16 nelle aree pubbliche e nelle aree private aperte al pubblico.

Il provvedimento è stato preso in collaborazione con Anci Marche, i Prefetti e le parti sociali. In pratica, anche se apparentemente sembra confermare quanto stabilito dall’ultimo Dpcm, in realtà applica misure più restrittive nelle Marche, pur rimanendo la regione per ora in fascia arancione. Inoltre sottolinea alcune misure che sono già presenti nel Dpcm, ma che, a quanto pare, non tutti rispettano visto che si è reso necessario ribadirle con una nuova ordinanza.

Ecco i punti salienti:

  • consumazione di alimenti e bevande: vietata la consumazione di alimenti e bevande dopo le ore 16 all’aperto nelle aree pubbliche o nelle aree private aperte al pubblico. Sempre vietata la consumazione sul posto e nele vicinanze dell’attività di vendita o di somministrazione di alimenti e bevande
  • esercizi commerciali: i clienti devono rimanere all’interno dei negozi il tempo minimo per l’acquisto dei prodotti e devono sempre indossare la mascherina. Gli esercenti delle grandi e medie strutture di vendita dovranno consentire accessi contingentati per evitare assembramenti, in modo tale da garantire la distanza interpersonale di un metro nei locali. La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e consigliata
  • vendita per asporto: sempre consentita la vendita da asporto anche senza prenotazione. L’ingresso e la permanenza nei locali dei clienti deve essere permesso per il tempo necessario a scegliere e acquistare i prodotti per asporto. Rimane il divieto di assembramento e di consumo di alimenti e bevande vicino ai locali
  • mercati: i mercati stabili e periodici all’aperto sono vietati solamente se nel Comune in questione non vengano applicate le disposizioni del protocollo di sicurezza regionale. Bisogna rispettare le distanze interpersonali, vietati gli assembramenti, obbligo di mascherina e 1 solo cliente al banco per volta
  • distributori automatici: i distributori automatici h24 di alimenti confezionati e bevande che si trovano sulla pubblica via o anche quelli dentro gli esercizi commerciali (inclusi quelli di tipo artigianale) possono rimanere aperti dalle ore 5 alle ore 22 a patto che si evitino assembramenti, che si usi la mascherina, che sia mantenuta la distanza interpersonale e che l’impresa addetta igienizzi e sanifichi gli ambienti almeno due volte al giorno
  • mascherina: sempre obbligatorio l’uso della mascherina quando si è fuori. Fanno eccezione i bambini di età inferiore ai 6 anni, persone che svolgono attività sportiva, soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e persone che per interagire con questi ultimi abbiano la stessa incompatibilità. Se bisogna abbassare momenteamente la mascherina per un preciso motivo, bisognerà stare a distanza interpersonale minima di 1 metro
  • insegnamento: nelle scuole primarie e secondarie di primo grado è vietato fare educazione fisica al chiuso se non è possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di 2 metri, le lezioni di canto e le lezioni di strumenti a fiato
  • impianti termici: l’attività di ispezione degli impianti termici è sospesa fino al 31 gennaio, salvo in caso di particolari situazioni di pericolosità (la sospensione non riguarda la manutenzione della caldaia)