di Valentina Dirindin 25 Novembre 2019

Urca urca: stando a quel che dicono i suoi colleghi chef, Massimo Bottura pare non esser degno di stare nella lista dei migliori chef del mondo. Almeno, è quanto si evince (ma basta fare 2+2) dalla classifica  100 Best Chefs in the World 2020, presentata a Monaco durante l’evento Chefs World Summit 2019.

Una lista dei migliori chef del mondo, stilata (unico caso) dai migliori chef del mondo stessi: a votare i loro colleghi, infatti, sono gli chef due e tre stelle Michelin. A pubblicarla, dal 2015, il magazine francese Le Chef, che oggi presenta la lista aggiornata al 2020. Nessuna grande novità in cima: a vincere è Mauro Colagreco, chef italo-argentino che con il suo ristorante Mirazur di Mentone, in Francia, si era già portato a casa la vittoria nella World’s 50 Best Restaurants 2019 . Seguono in classifica altri chef francesi: Cristophe Bacquie, Restaurant Ch. Bacquié, Arnaud Donckele, La Vague d’or, Emmanuel Renaut, Flocons de sel e solo al quinto posto ci spostiamo dalla Francia, con René Redzepi del Noma di Copenaghen.

Ma a stupire più di tutto sono gli Italiani in classifica. Anzi, a stupire più di tutto sono gli Italiani che mancano dalla classifica. Tra i cento chef più bravi del mondo secondo gli chef più bravi del mondo, infatti, sette sono italiani (uno in più dell’anno scorso). Domina la classifica italiana (in posizione 26) Nadia Santini del Dal Pescatore, seguita da Enrico Crippa di Piazza Duomo (posizione 36), Massimiliano Alajmo de Le Calandre (n. 48), Stefano Baiocco di Villa Feltrinelli (posizione 60), Norbet Niederkofler del St. Hubertus (88), Fabio Pisani e Alessandro Negrini de Il Luogo di Aimo e Nadia (posizione 92),e infine, alla posizione 96, Ciccio Sultano del Ristorante Duomo.

Benissimo, perfetto. Ma che dire di Massimo Bottura? O del nostro uomo delle stelle, Enrico Bartolini? O dei nostri masterchef più o meno pluripremiati Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo? Non ve n’è traccia, tra le preferenze degli chef stellati. E, più di tutti, stupisce la mancanza dello chef dell’Osteria Francesana, che l’anno scorso era posizionato al n.57 e che – almeno, a quanto ci risulta – continua a essere considerato uno dei migliori chef al mondo.
Evidentemente, però, così non la pensano i colleghi.

E qui si aprono due ordini di considerazioni possibili. O la classifica è dettata (anche) da simpatie e antipatie, e allora Massimo Bottura non è capace a farsi degli amici tra i colleghi; o gli Italiani non sono bravi a canalizzare i loro voti (come qualche illustre collega ipotizzava fosse già successo in occasione dell’ultima World’s 50 Best Restaurants, che per il nostro Paese non era proprio andata alla grande), e magari hanno preferito lasciar perdere i super big per provare a dare visibilità a realtà meno in luce, con il risultato, però, di dare un’idea della migliore ristorazione italiana, per così dire, inedita.